martedì 11 Maggio 2021

Amore e “Maldamore”

A tu per tu con il Dott. Roberto Cavaliere

Ultimamente affronto molto le questioni legate al tema dell’amore ma, ho voluto intervistare un Esperto per chiarire tuttavia alcune anomalie dell’amore stesso.
Ecco, per i lettori di ObiettivoNews il Dott Roberto Cavaliere, Psicologo e Psicoterapeuta che esercita a Roma, Milano e Napoli.

Domanda: Raccontaci qualcosa di te.
Risposta: Mi occupo di dipendenze affettive e delle relazioni affettive, ho diverse pagine facebook dedicate ai temi di cui mi occupo, sono stato spesso ospite in passato sulle reti Rai, scrivo articoli su Riviste di settore ed ho scritto diversi libri sull’argomento “amore”.

Domanda: Perché parli di “Maldamore”?
Risposta:  Perché è un termine più immediato per far capire il problema di cui mi occupo, ovvero il disagio relazionale.
Mi rifaccio al pensiero del Sociologo  Bauman che parlava di “Amore liquido ” che poi è quel tipo di amore che porta ad instabilità nelle relazioni.
Maldamore è il disagio relazionale che va dalla dipendenza affettiva, al tradimento, alla fine di un amore, agli amori non corrisposti fino ad arrivare agli amori in chat.

Domanda: Personalmente, sugli amori o pseudo tali che si manifestano in chat, ne so qualcosa. Ma si può parlare proprio di amori in questi casi?
Risposta: Le chat sono oggi le piazze di un tempo. Gli ammiccamenti, le seduzioni  passano attraverso le chat.
Piace l’idea della velocità con cui si amplifica la possibilità di avere relazioni anche se il partner ufficiale se ne può accorgere più facilmente.

Domanda: Tu però, sembra, che abbia parlato di amori virtuali. Non tutti coloro che scrivono cose in una chat, sono persone che vivono realmente poi un amore.
Risposta: Il tradimento virtuale sostituisce quello reale. Normalmente il tradimento che nasce nel virtuale poi continua nel reale.


Domanda: Ti riferisci, nella risposta precedente, comunque a normali persone desiderose di tradire, io ho anche conosciuto persone che restano a lungo nel virtuale e lì immaginano persino situazioni per loro eccitanti.
Risposta: Ci sono persone che si dividono la vita tra il virtuale e il reale.
Chi vive il sesso nel mondo virtuale vive una sorta di ritiro sociale, nel virtuale si finisce con il vivere molte cose. Chi manifesta delle fantasie soltanto nel virtuale, ha sicuramente dei problemi nel mondo reale.
Una persona che sta bene, vive di relazioni nella vita vera. Ma in una chat ci si sente liberi di esternare, si è sicuri.

Domanda: Ho notato, dai commenti scritti a me, da un anno a questa parte, che in chat, diversi uomini si presentano come amanti esagerati e spavaldi.
Il virtuale viene forse confuso con un set cinematografico in cui tutti recitano?
Risposta: Il virtuale dà la possibilità di mantenere un’immagine ideale, un sogno. In chat, quello che racconti, sei tu come vorresti essere, questo non puoi farlo nella vita reale. Nel virtuale, sai di non essere scoperto per quello che realmente sei.

Domanda: Ho fatto caso a quanto sia facile mettere in difficoltà un amico virtuale nel momento in cui gli poni una qualsiasi domanda. Come mai?
Risposta: Beh, gli togli una maschera, il motivo è ovvio, porre una domanda, può portare a scoprire la vera identità di una persona se si esprime in modo agile solo nel virtuale.
Se poi uno fa indagini e ricostruisce il puzzle, finisce poi con lo scoprire come stanno realmente le cose e quali legami hanno nella vita reale quelle persone che recitano nel virtuale.

Domanda: Tu dici: “Se non mi amo, non ti amo!”
Risposta: L’amore per l’altro passa dall’amore per sé stesso. Se io ho stima per me, amore per me, di fronte alla mancanza dell’ altro, posso rimanere male ma, l’amore per me, mi aiuta a sopportare la mancanza dell’ altro.
Se io non mi amo, se io faccio dipendere il mio valore dall’altro, è inevitabile  che io non lo sto amando ma è funzionale solo a soddisfare un mio bisogno.

Domanda: Ci dici qualcosa sull’amore maturo ed immaturo?
Risposta: L’amore immaturo afferma: “Ti amo perché ho bisogno di te!” Mentre, l’amore maturo dice: “Ho bisogno di te perché ti amo!”
Dunque, se un amore deve sopperire ad un nostro bisogno non è amore maturo. Se io amo non delego la soddisfazione dei miei bisogni all’altro. Chi ama accetta anche le mancanze dell’altro.

Domanda: Certo è che è difficile oggi non trovare sofferenza nelle persone, non trovi?
Risposta: È inevitabile in effetti, ma non si può delegare tutto ciò che ci è mancato ad un’altra persona.
Ecco perché l’ amore per noi stessi e la nostra autostima ci permettono di non dipendere da nessuno.

Domanda: Le coppie in crisi sono sempre esistite, ultimamente ne spuntano di nuove ma come si va comunque avanti?
Risposta: Si dovrebbe distinguere tra motivazione soggettiva e quella oggettiva.
Oggettivamente, spesso non ci si separa per questioni economiche.
I motivi soggettivi portano le persone a dire: “Meglio una ferita sempre aperta che un dolore che urla!”
Sono relazioni malsane in cui non ci si interroga sui motivi per cui non ci si separa.
Spesso esiste un’incapacità a separarsi.


Domanda: Tanti mariti e mogli sono realmente insoddisfatti, alcuni dicono di restare formalmente uniti per sola abitudine. La sola abitudine è qualcosa di positivo oppure no?
Risposta: Può essere un pretesto, una scusa che nasconde un’ incapacità a sopportare il cambiamento.
Si dice che la resistenza al cambiamento è più forte dell’istinto di sopravvivenza.
E dunque, per paura, si finisce anche con l’accettare un’abitudine malsana piuttosto che avventurarsi su territori sconosciuti.

Domanda: I miei lettori mi scrivono spesso di voler restare uniti al/alla loro partner ufficiale perché hanno dei figli. Mentre chi non ha figli, a cosa si aggrappa quando si è in crisi o comunque non esiste più il sentimento?
Risposta: La coppia che non ha figli può unirsi di più perché è una coppia unita dalla difficoltà ed ogni difficoltà unisce.

Domanda: Quindi, una coppia che non vive di sentimento può restare unita in una sorta di attaccamento generato dalla sofferenza comune di non aver avuto figli?
Risposta: Una coppia che non ha figli e che non ha un sentimento, è comunque un albero senza frutti, senza foglie ma con delle radici intrecciate. Considera che anche un albero spoglio ha delle radici.

Domanda: Cosa ha prodotto la pandemia da Covid 19, dal punto di vista delle relazioni?
Risposta:  Sicuramente ha prodotto un enorme uso del virtuale fino a sostituirlo alla vita reale.
Si avrà sempre più dipendenza dal web e si evita così il confronto dal vivo.
La discussione reale si evita mentre, nel virtuale si blocca una qualsiasi persona perché manca l’assunzione di responsabilità. Si scompare con un click e non si affronta nessuna questione, nel reale, questo non puoi farlo. Nella chat si può promettere il mondo e scomparire dopo 10 minuti.

Domanda: Ho parlato, dedicando diversi articoli, delle esagerazioni maschili nel virtuale, dove in una chat, ti raccontano imprese erotiche inverosimili, come mai lo si fa soprattutto nascondendosi?
Risposta: La chat collude con la tendenza soprattutto maschile a deresponsabilizzarsi, gli uomini cercano di illudere, sono superficiali. La chat è maschile.
La donna è portata alla riflessione, alla profondità. L’uomo è superficiale ed è adatto alla chat perché è un millantatore molto spesso. Le donne purtroppo cadono nella trappola della chat. In terapia dico sempre: “Se volete tenervi il Re non gli togliete tutti i vestiti,  lasciategliene almeno uno, non lasciatelo nudo, rischiate di perderlo!”

Domanda: Dunque, non bisognerebbe far capire al millantatore della chat che si è capito del tutto il suo gioco, perché altrimenti scappa via. Insomma, scoprire del tutto un millantatore ha come effetto la sua fuga, giusto?
Risposta: Ebbene sì, se non vuoi la fuga, devi far capire che non sei fessa ma, nello stesso tempo, devi fingere di credere in qualcosa che lui dice. Della serie, “credo ma non a tutto!”
Questo sarebbe il messaggio da lanciare, non è semplice ma gli uomini amplificano in una chat i loro reali poteri. In una società narcisista come la nostra, tutti millantano.
È difficile che un uomo si presenti in una chat senza ingigantire il suo ruolo sociale, senza abbellire le sue prestazioni sessuali vere o presunte, insomma, nel virtuale, si finge molto e l’uomo è maestro in questo.

Domanda: Dove i lettori possono trovare le cose interessanti che pubblichi?
Risposta: Eccovi gli indirizzi per leggere quanto pubblico:
www.maldamore.it
www.psicheeamore.it
www.laterapiadicoppia.it

urbanlungo

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