di Alessandra Hropich scrittrice per Bibliotheka Edizioni e You Can Print (www.youcanprint.it)

“Ogge sto’ tanto allero
Ca quase quase me mettesse a chiagnere
Pe’ ‘sta felicità! “
Inizia così la famosa canzone
 ” O paese d’ ‘o sole”.

Può succedere che una grande gioia provochi una reazione opposta come il pianto ma, il piangere di felicità, è una bella e rara sensazione.

Piangere di gioia appartiene a pochi momenti della vita ma, soprattutto, alle persone sensibili.

Non per questo, la Felicità è preclusa agli altri anche se, va detto, le persone che soffrono particolarmente per un dispiacere, sono le stesse più predisposte ad essere felici.

Certo è che nella società odierna in cui una persona sensibile viene bollata come persona con problemi, la felicità viene quasi dimenticata o considerata come qualcosa che appartiene ai ricchi.

Niente di più falso, la felicità non conosce classe sociale, ci sono ricchi depressi che vorrebbero acquistare la felicità ma si scontrano con il fatto che non sia in vendita e persone povere che vivono di sogni e di ideali da raggiungere.

Tra i due, chi vive una vita piena, è colui che ha degli ideali, chi desidera qualcosa e si applica costantemente per ottenerla.

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Del resto, la vita senza ideali o obiettivi, grandi o piccoli, sarebbe una vita vuota perché senza traguardi.

Per dirla come direbbe il Prof Meluzzi, la felicità è anche gioia creativa (sua definizione), creare qualcosa che ci appartiene, qualcosa di cui essere orgogliosi è una gioia che ci fa sentire unici ed utili su questa terra, senza attendere vanamente che la felicità ci cada dal soffitto!

Ecco il link: http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/manualistica/la-felicita-ve-la-do-io-ebook.html

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