di Alessandra Hropich scrittrice per Bibliotheka Edizioni

Nella lingua inglese esistono due parole: “solitude” ovvero lo stare soli in modo positivo e LA-SOLITUDINE“loneliness”, il sentirsi soli.

La solitudine distruttiva è quella subita e vuota. Mentre, quella positiva è pienezza e libertà. Resta il fatto che la solitudine ha molti volti. Essere incompresi, tagliati fuori, allontanati dalle persone è senz’altro un’ esperienza dolorosa. molti però sono soli anche in coppia.
Coppie che si formano spesso pur di distrarsi correndo verso chiunque per poi rimanere ostaggio di relazioni insoddisfacenti.

Le persone davvero felici sono quelle che godono della propria compagnia stando bene anche con loro stesse, si bastano. Solo chi sta davvero bene da solo, riesce a relazionarsi meglio con gli altri. Siamo esseri sociali, non dobbiamo restare perennemente da soli. Ma la solitudine è una situazione ambivalente, un giorno desideriamo restare davanti la tv e il giorno dopo, desideriamo magari stare con il mondo intero.

Va detto però che la vita di coppia, proprio perché non consente che uno dei due si isoli per periodi di riflessione, non facilita un sano equilibrio personale. Stare soli permette alla fantasia di lavorare, i più bei pensieri e progetti nascono in solitudine. Già, ma davvero chi fa questo? Purtroppo molto pochi. Immagino le tante coppie con bambini piccoli che non hanno neppure un secondo per dedicarsi ai loro più intimi pensieri. Del resto, le persone più creative e talvolta geniali sono quelle che vivono periodi di solitudine. Ma la solitudine fa paura a molti, per questo si formano coppie animate dal solo incubo di restare soli. Ricordando che si può essere soli anche in una piazza gremita e in una famiglia numerosa.

La vera solitudine non coincide con il numero delle persone. Molti stanno bene solo se in gruppo, anche con il proprio partner; queste coppie, in realtà non stanno bene spesso né in due, né da soli. Questo per dire che vi sono coloro che si aggregano perché hanno timore di restare un solo attimo in silenzio ad ascoltare i loro veri desideri temendo che la fantasia viaggi in modo troppo diverso dalla realtà.

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