CUORGNÈ – Riceviamo dal Sindaco di Cuorgnè, Beppe Pezzetto, una nota di chiarimento circa  l’accesso pubblico alle sponde dell’Orco, e pubblichiamo integralmente:

“Nelle scorse settimane, partendo da un chiarimento richiesto informalmente da un cittadino su uno strumento diventato di uso comune quale Facebook, in una apposita sezione (non gestita dal Comune) ma che afferisce specificamente a situazioni legate alla nostra Città, si è sviluppata una discussione tra diversi soggetti ripresa poi anche dagli organi di stampa locali.”

“Come promesso – prosegue la nota – mi pare opportuno fare un po’ di chiarezza dopo aver richiesto agli uffici di raccogliere le opportune documentazioni (in parte risalenti anche a periodi relativamente lontani nel tempo e che quindi hanno richiesto del tempo per essere approfondite) e contestualmente di effettuare le specifiche verifiche in loco.”

“L’oggetto di cui stiamo parlando  è l’accesso pubblico alle sponde dell’Orco attraverso il sentiero che conduceva all’allora ponte della Manifattura, comunemente chiamato “Punt ca biauta”. Mi sia consentito, prima di fornire un quadro di sintesi con dati corretti ed oggettivi, evidenziare, come purtroppo spesso accade sui “Social”,siano state scritte ed affermate cose inesatte ed incomplete e da parte di alcuni (fortunatamente pochi, ma ognuno fa politica come può) siano state fatte supposizioni ed illazioni poco piacevoli (per usare un eufemismo) sia su questa amministrazione, che sulla mia persona, che, cosa oltremodo spiacevole, sugli imprenditori che fortunatamente continuano ancora, nonostante tutto, ad investire sul nostro territorio e a creare occupazione.”

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“Ritengo altresì doveroso fornire adeguate risposte a chi garbatamente ha chiesto delle delucidazioni. – Aggiunge Pezzetto – L’ultimo tracciato che accedeva al “punt ca biauta” di proprietà dell’allora Manifattura, e costruito proprio per consentire ai lavoratori un più facile accesso alla fabbrica, purtroppo distrutto dall’alluvione del 2000,da quanto siamo risaliti non era neppure più quello originario, ed insisteva comunque su proprietà private senza che terze parti nel tempo abbiano mai esercitato eventuali azioni di acquisizione ad uso pubblico (ancorché ne avessero titolo) quando tale percorso collegava le due sponde (questo quanto risulta dalle ricerche fatte indietro nel tempo dai nostri uffici che ringrazio per il puntuale lavoro di ricerca fatto). Dal fallimento della Manifattura una Società privata che si occupa di produrre energia idroelettrica “pulita”, ha acquistato i diritti e le strutture per poter sfruttare quanto già esistente e richiesto alcuni anni fa di poter sviluppare sui propri terreni di pertinenza altre mini centrali idroelettriche. 
L’accesso a tale area (ancor prima che venissero realizzati i nuovi impianti) era delimitato e reso inaccessibile da una sbarra orizzontale, in quanto proprietà privata.”

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E prosegue: “Recentemente, completate le opere di costruzione delle mini centrali è stata altresì completata la recinzione di separazione tra le diverse aree private e sostituita la “sbarra” che si affacciava su un’area a piazzale/parcheggio con un cancello.
Ribadisco che il percorso che si diparte dall’accesso è cieco e non conduce altrove. Dal monitoraggio effettuato dalla proprietà, è tra le altre cose emerso, che diversi soggetti superavano comunque la “sbarra” e sostavano in luoghi potenzialmente pericolosi quali le “paratoie” e canali di versamento delle acque che possono attivarsi automaticamente.”

“Il monitoraggio ha altresì evidenziato come alcuni soggetti si recassero a “pescare” nelle strutture, realizzate con interventi appositi, richieste dagli enti preposti alla salvaguardia della pesca, nella “scala” di risalita dei pesci che stazionano nel bacino di compensazione, luogo nel quale la pesca è severamente vietata, proprio per facilitarne la risalita nel corso d’acqua e consentirne così la riproduzione.
Questa la fotografia così da poter fornire adeguata risposta a chi in modo garbato ha formulato la domanda. Allo stato attuale non sono quindi più presenti le condizioni funzionali per una viabilità pedonale che possa ricalcare il tracciato che era stato realizzato a suo tempo sulla proprietà della Manifattura.
Ulteriori documentazioni su storia del tracciato, sia passato che recente, sono a disposizione di chi volesse approfondire.”

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