FOTO DI MONICA CESTER

SPARONE – Sparone (Valle Orco) è stato un centro importante nella storia dei “magnin” canavesani, per la presenza nel territorio di miniere di rame che furono al centro di un antico sfruttamento, terminato solo a fine ‘800 e per le storiche fucine di fusione e di battitura al maglio.

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La zona di Sparone e Alpette fornì molti operai specializzati, alla Fiat e ad altre aziende del settore, che avevano una lunga esperienza come battilastra e calderai.

Tra questi Giuseppe Tarrone, classe 1930, che iniziò giovanissimo ad imparare il mestiere nella fucina di Giovando Guglielmo a Sparone. Successivamente si spostò nell’officina di Giovando Antonio a Cuorgnè.

 

Infine l’Alenia di Torino lo accolse sino alla pensione.

Il cuore di Giuseppe però non è mai andato in pensione, ma ha continuato a guidarlo nella creazione di pentole ed accessori in rame.

Le sue giornate sono state creative e gioiose in quell’antro colorato del suo laboratorio, che ancora oggi è la sua vita.

L’Associazione “Sparone nel cuore” dedica quest’anno la 3° edizione di Portici Insieme proprio alla storia del rame, con lo Scopri Fucine nelle date del 7 e 8 luglio.

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Sabato sera 7 luglio, invece del concerto acustico di James Wynne inizialmente in programma, alle 21,30 verrà proiettato il film “La Terra Buona” di Emanuele Caruso.

Domenica 8 luglio Mercato del “Buon cibo” con le bancarelle di Campagna Amica e di produttori canavesani nel centro storico ed una esposizione di manufatti, con una mostra che racconterà il lavoro di un tempo, dalle miniere alle fucine.

Sarà ospite a Sparone l’Ecomuseo del rame di Alpette, con dimostrazione di lavorazione.

Nel pomeriggio sono previste visite accompagnate verso i luoghi storici di Sparone (Santa Croce), le antiche fucine e al laboratorio di Giuseppe, l’ultimo magnin, che con entusiasmo darà ancora dimostrazione di maestria di battitura, dove solo la mano dell’uomo sa creare la perfezione.

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Foto di Monica Cester

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