domenica 27 Novembre 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

BORGARO – Una ciocca di solidarietà dalle donne borgaresi a quelle iraniane

Dopo attrici e donne di mezzo mondo, potevano non farlo dalla Consulta delle donne borgaresi? No, non potevano. E infatti l’hanno fatto

BORGARO – L’hanno fatto le attrici francesi, l’hanno fatto donne in mezzo mondo. L’ha fatto anche Margie, la mamma nel cartoon dei Simpson. Potevano non farlo dalla Consulta delle donne borgaresi? No, non potevano. E infatti l’hanno fatto.

Assessore, consigliere di maggioranza e opposizione (perché i diritti delle donne sono più importanti delle divisioni di partito), giornaliste, avvocatesse, rappresentanti della società civile, con la Presidente della Consulta, Marcella Maurin in testa, hanno preso le forbici e tagliato una ciocca di capelli. Un atto simbolico, per ricordare Masha Amini, la ragazza iraniana morta per le percosse dopo essere stata arrestata dalla polizia religiosa iraniana perché non indossava il velo in maniera corretta, e per ribadire la propria vicinanza alle donne che, anche in questo momento, in Iran, protestano a rischio della loro vita per far valere i propri diritti. Un atto simbolico, si diceva, ma che vuol dire tanto: «È stata una decisione nata nel gruppo – spiega la Maurin – e dal gruppo subito approvata. Poi è servito un po’ di tempo per realizzare il tutto, ma alla fine abbiamo realizzato il nostro proposito».

«Le proteste innescata dalla morte di questa ragazza dilagano, si parla ormai di circa 154 morti e migliaia di arresti – dicono dalla Consulta – L’azione collettiva di protesta di togliersi il velo è solo la punta dell’iceberg. Quello contro cui si protesta è l’intero sistema di oppressione contro le donne messo in piedi dal regime iraniano, di cui il velo rappresenta un simbolo sia religioso che politico. Come Consulta esprimiamo fermamente la nostra condanna per il sistema di repressione che il governo iraniano sta portando avanti, e siamo vicine alle donne che non hanno la libertà di poter essere donne».

© Riproduzione riservata

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