sabato 22 Gennaio 2022
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EDILIZIA – È allarme qualità e sicurezza

EDILIZIA – Gli incentivi fiscali hanno avuto l’indubbio merito di aumentare in maniera esponenziale gli interventi, grandi e piccoli, sul territorio, trasformando buona parte del Paese in un cantiere.

Di contro, la mole di interventi ha comportato una crescita altrettanto esponenziale dei costi delle materie prima (+ 123% sul costo del legno d’abete, +88% sul costo dei mattoni), ha reso quasi introvabile la mano d’opera specializzata e ha fatto moltiplicare, grazie anche al fatto che per incassare i contributi occorre completare almeno il 30 per cento delle opere previste entro il prossimo 30 giugno (per la proprietà unifamiliari) le nuove ditte edili: «Ma che, in molti casi, sono improvvisate, e non in grado di fare fronte alle prescrizioni in materia di sicurezza, come dimostra la forte impennata degli infortuni sul lavoro – commenta Enzo Tanino, presidente Edilizia di Confartigianato Imprese Piemonte – La corsa all’incentivo rischia di lasciare in eredità dei danni, come l’aumento di nuove imprese non sempre affidabili e l’aumento di subappalti, spesso con manovalanza che arriva dall’estero e non conosce la normativa italiana».

Secondo i dati Inail, al netto del Covid, nei primi 10 mesi del 2021 si è registrato un incremento degli infortuni mortali del 20%: 44 le morti sul lavoro in Piemonte in quel lasso di tempo, in gran parte, il 34%, concentrato nella provincia di Torino: «I temi della formazione e della sicurezza per noi sono in primo piano – conclude Tanino – È necessario aggiornare i programmi dei corsi in seno agli Enti Bilaterali: i neoassunti devono poter acquisire le competenze pratiche sul campo, in cantiere, dove mettere in pratica quanto appreso in aula, come accadeva un tempo con il maestro di bottega, che rappresenta il tratto distintivo del settore artigiano. La legge di abilitazione al settore, che potrebbe impedire l’accesso ad imprese improvvisate, è una richiesta inevasa da 40 anni: l’ultimo testo è fermo in parlamento dal 2010. È necessario, dunque, puntare sulla formazione e mettere in campo azioni di prevenzione a livello normativo. Per mettere un freno agli incidenti sul lavoro generati dalla fretta sui bonus bisogna avere una prospettiva di più lungo periodo, per permettere alle imprese di avere una migliore programmazione sul lavoro cantierabile, maggiore disciplina sulle norme di sicurezza e una performance qualitativamente più elevata».

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