martedì 3 Agosto 2021
martedì, Agosto 3, 2021
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TORINO – Poliziotti aggrediti in carcere da due detenuti magrebini

Beneduci (Osapp): "Si tratta solo dell’ultimo, in ordine di tempo, episodio di violenza ai danni di personale di polizia penitenziaria”

TORINO – Ieri, domenica 11 luglio 2021, nel carcere di Torino, due detenuti magrebini hanno aggredito tre poliziotti penitenziari. I due hanno preteso di recarsi nei locali docce in orario non consentito e, sono stati invitati, dall’Agente di servizio nella sezione detentiva, a recarsi in cella.

I detenuti, non gradendo l’invito dell’Agente, senza motivo lo hanno colpito con calci e pugni. In aiuto del malcapitato Agente sono giunti i poliziotti di servizio al piano che a loro volta sono stati presi a pugni e calci. I poliziotti penitenziari sono stati accompagnati al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maria Vittoria dove, dopo le necessarie cure, sono stati dimessi con una prognosi di giorni 5 ciascuno.

A dare la notizia è l’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci che aggiunge : “Si tratta solo dell’ultimo, in ordine di tempo, episodio di violenza ai danni di personale di polizia penitenziaria, che ormai subisce persino l’ira irriguardosa e non giustificata dei detenuti. L’episodio, non isolato, si connota di ancor più

gravità per il clima di violenza cui si assiste e, che compromette la sicurezza e la tutela del principio stesso di giustizia. Non possiamo che richiamare il rispetto di ciascuna figura operante all’interno del carcere e pretendere, arrivati a questo punto, che l’Amministrazione Penitenziaria periferica e

centrale prenda formale consapevolezza di episodi che ormai rischiano di caratterizzare gli ambienti delle carceri italiane e, si adoperi con assoluta urgenza per la tutela di tutto il personale penitenziario. Lo stesso personale che si è sempre contraddistinto per la professionalità ed il senso assoluto del dovere e, che subisce episodi di violenza non più tollerabili e che rischiano di esasperare le condizioni di vivibilità e di lavoro. La sensazione è che l’Amministrazione Centrale non sia in grado di fornire supporto, sostegno e tutela dinanzi al compiersi e, ormai reiterarsi, di atti di violenza”.

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