lunedì 8 Marzo 2021

PIEMONTE – Il “Bonus Montagna” in aiuto dell’intero comparto delle attività invernali

PIEMONTE – Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato il “Bonus montagna” un contributo una tantum di 20,5 milioni di euro che la Regione ha deciso di stanziare per aiutare l’intero comparto delle attività invernali.

“La montagna – commenta l’europarlamentare piemontese Alessandro Panza, che è responsabile del dipartimento nazionale Aree Montane della Lega – ha quasi sempre una mono vocazione economica. La quota maggiore dell’occupazione si ripartisce ancora tra due soli settori, quello turistico-ricettivo e quello agricolo-pastorale. Vedere un Governo partire dal presupposto che la stagione invernale non sia altro che un divertimento, laddove invece si parli del secondo settore per fatturato piemontese, lascia basiti. Un plauso alla Regione Piemonte, quindi, che di montagna vive e che con questa iniezione di fondi veri ed immediati va a colmare le gravi mancanze di Conte e della sua squadra”.

“Mentre con un Dpcm – dice alla chiusura dei lavori del Consiglio regionale il responsabile Enti locali della Lega Salvini Piemonte Andrea Cane – le navi da crociera diventano sicure, le piste da sci continuano a rimanere chiuse. Abbiamo incontrato in queste settimane tutti gli operatori del comparto del turismo invernale piemontese; a loro sono arrivate solo promesse romane. Ma di promesse non si vive e ancora una volta abbiamo messo mano alle finanze regionali per sopperire a una valanga economica che sta travolgendo montagne e vallate: dopo tante chiusure e rinvii “graticola” saranno finalmente aiutati i gestori degli impianti, le guide alpine, i maestri di sci, ristoratori, albergatori, passando da tutto il commercio e le categorie più duramente colpite dalle chiusure derivanti dalla lotta alla pandemia”.

“I Comuni di montagna – commenta così il bonus regionale il vicepresidente di Uncem Piemonte Igor De Santis – sono abituati a grandi sfide con poche risorse ma, in un momento così delicato e difficile, si ha la necessità di provvedimenti e aiuti per le attività e per le persone che abitano, vivono e di conseguenza curano le nostre terre. Senza aiuti concreti, alla continua lotta con la demografia per evitare l’abbandono di valli e monti, sommiamo il rischio di chiusure, perdite di attività e una nuova spinta allo spopolamento. Sono rischi concreti che richiedono altrettanti sforzi, non solo dialettici, ben vengano iniziative come questa, linfa vitale per una montagna che si trova in ginocchio a causa delle chiusure e restrizioni nazionali”.

urbanlungo

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