BORGARO TORINESE -Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Movimento Cinque Stelle sull’abbandono del consiglio comunale di lunedì 16 luglio. La missiva è a firma dei consiglieri Cinzia Tortola e Alessandro Carozza.

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Ecco il testo:
“Durante lo svolgimento del Consiglio Comunale del 16 luglio 2018 abbiamo deciso di abbandonare il Consiglio per protesta. ..quell’aula “dovrebbe” vedere maggioranza e opposizione dibattere, anche con vigore in termini di dialettica politica, temi e proposte per risolvere o migliorare i problemi dei cittadini.

Abbiamo dovuto assistere invece ad 1 ora e un quarto di auto elogi pietosi ed edulcoranti. .. si sono sprecati gli insulti senza ritegno. Non si può utilizzare il Consiglio Comunale, pagato fra l’altro dai cittadini,come altare per autoelargirsi encomi a titolo gratuito. Tutto ció non dovrebbe accadere mentre a Borgaro succede continuamente, visto che nei confronti delle opposizioni basta non essere d’accordo o si propone un’altra visione delle cose e si viene subito aggrediti verbalmente, con toni ed epiteti fuori luogo.

Paonessa

“In qualità di Consiglieri – si legge nel comunicato – siamo stati convocati per discutere i punti all’ordine del giorno in modo civile e non per assistere alle discordie contro l’altro gruppo di opposizione su cui in merito alla vicenda dell’archiviazione da parte della Procura della Repubblica dell’esposto sul presunto reato di peculato, non entriamo nel merito. La magistratura ha deciso di archiviare e se questa amministrazione ha a sua volta deciso di prendere provvedimenti contro il gruppo Latella, lo faccia nell’ambito della Giunta e non usi la sala consigliare come un arena da combattimento, trasformando la seduta consiliare in un siparietto di teatro di basso livello.

Il livello irrispettoso raggiunto dagli assessori e dai consiglieri di maggioranza ha avuto poi l’apoteosi quando il capigruppo di maggioranza a commento della nostra uscita dal consiglio si rivolge a me con l’intercalare “ bella biondina” . Non è accettabile, non rispetta il ruolo rivestito in quella conclave ed è anche sessista e oltraggioso: io ho un nome e un cognome e una carica pubblica. Questo per noi non è fare politica: per noi fare politica significa essere al servizio dei cittadini, con il massimo rispetto dovuto a coloro che ci hanno votato e non deve essere, come è adesso, una conduzione famigliare pensando che sia casa propria. Noi questo lo diremo sempre con forza!”.

Tritapepe

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