BORGARO / CASELLE / MAPPANO / SETTIMO TORINESE – Il Movimento Cinque Stelle si conferma il primo partito della zona con percentuali di consenso al di sopra del 30%. Segue la Lega Nord con il 20%. Mentre il Partito Democratico è il fanalino di coda.

Il dovere al voto è stato rispettato oltre il 70% della popolazione. Scongiurando il temuto spauracchio dell’astensionismo. Il Pd si è assestato al 20,45%, pari a 1.442 voto. Commenta il coordinatore del Pd Marco Ricci: “ Era una sconfitta annunciata. Dopo le ultime proiezioni non pensavamo certo d’arrivare al 40%. Il Movimento Cinque Stelle è stato forte ma osserviamo che a Torino ha perso terreno.

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Laddove governano le cose cambiano. Perciò ha vinto la protesta. Tra un anno ci sono le amministrative e questo è un campanello d’allarme. Con le risorse disponibili, a livello locale, si è fatto tanto e bene”. Il Movimento Cinque Stelle ha totalizzato il 36,73 %, cioè 2.590 preferenze. Commenta il capogruppo pentastellato Cinzia Tortola: “Questo risultato ci rende molto orgogliosi. Deriva dall’impegno profuso sul territorio di Borgaro. Speriamo sia un segno di cambiamento. Non ho mai visto un afflusso così elevato, con tanta gente che contava sul Movimento”. La percentuale di votanti è stata del 79,32%.

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Mappano: i Cinque Stelle trionfano. Salta subito all’occhio che la forza politica maggioritaria non ha rappresentanti in consiglio comunale. Nell’estate 2017 il Movimento ha ottenuto pochissimi voti. Per, poi, brillare alle elezioni politiche con un 34,48%, pari a 1.486 voti. Commenta Luigi Longobardi, portavoce del Movimento Cinque Stelle di Mappano: “ Sicuramente c’è un cambiamento in atto. Vuol dire che siamo lavorando bene. Continueremo a essere presenti sul territorio come di consueto”. Il Partito Democratico si ferma, invece, al 19,77%, con 852 consensi. Ha votato il 78,85% dei mappanesi. Caselle il primo partito è il Movimento Cinque Stelle con 2.295 voti e il 31,49%. Il grande sconfitto è stato il Pd, forza di maggioranza. Ha ottenuto1.479 voti pari al 20,29%. Commenta il coordinatore Stefano Oggiano: “I risultati non sono stati favorevoli. C’è qualcosa da rivedere. Il Pd piemontese da un anno ha cominciato ad avvicinare i giovani alla politica, auspicando un cambiamento”.

A Caselle ha voluto commentare il risultato anche Paolo Gremo vice Sindaco: “È stato un risultato che lascia poche certezze e tanti dubbi. Pur avendo candidati forti nelle nostre fila come Gianna Pentenero, Alberto Avetta e Francesca Bonomo non siamo riusciti ad portare a casa un risultato positivo. Ora occorre fare un’analisi dei dati e ripartire tutti insieme per ricostruire un partito che sia credibile sia sul territorio ma anche a livello nazionale”.

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A Borgaro hanno raccolto 1.319 voti pari al 18,70%. A Mappano 916 consensi (21,25%) e a Caselle 1.576 voti (21,62%). Commenta il segretario territoriale della Lega Nord Alessandro Favero: “Stiamo operando bene sul territorio. Sei anni fa la Lega Nord non c’era a Caselle e Borgaro. Il centro destra era disunito. Grazie al consigliere Massimiliano Turra si è unificato. Abbiamo spuntato il 18% alle comunali di Caselle e il 21% alle politiche. È un ottimo esito”. Uno dei maggiori esponenti di questo territorio è sicuramente il settimese Aldo Corgiat Loya che dopo la sua fuoriuscita dal PD ha aderito alla lista Liberi e Uguali di cui era candidato: “Non sopporto chi ha già capito tutto ancor prima di guardare i dati. Lo sport praticato da giovane mi ha insegnato a perdere. La sconfitta è sempre dolorosa, ma spesso insegna di più della vittoria. Noi abbiamo perso. La sinistra nelle sue diverse accezioni ha perso. Il centro sinistra ha perso. E allora ? Non vedo altre soluzioni, per chi è di sinistra, che quella di cercare di capire, cercare di correggere gli errori, lavorare per l’unità delle forze di centro sinistra e provare con umiltà a riconquistare la fiducia del ceto medio, dei lavoratori e delle persone più deboli. Il crollo era ampiamente annunciato. Posso dire, con scarsa soddisfazione, di aver previsto con largo anticipo ciò che è successo ieri. Ora il PD dovrà fare ciò che ha evitato fino ad ora nonostante la lunga serie di sconfitte (questa è la quarta e più devastante): cercare di capire le ragioni di tale distacco da coloro che dovrebbe rappresentare.”

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“Lo scarso risultato di LEU non ci consente di proporci come un’alternativa al PD, ma occorre avere la consapevolezza che anche il poco in politica può diventare molto se lo si coltiva. Il cattivo risultato non va minimizzato ma compreso, tuttavia non avrebbe cambiato molto qualche decimale in più. Occorre lavorare per un campo vasto di forze civiche, di centro e di sinistra che ritrovino la voglia e la forza per stare insieme per rappresentare una vasta domanda sociale di protezione e di cambiamento. La partecipazione politica è un diritto costituzionale. Intendo esercitare questo diritto nelle forme associative previste dalla costituzione: i partiti. Senza un partito organizzato della sinistra le persone comuni non hanno voce. Dobbiamo quindi proseguire nella costruzione di un vero partito della sinistra, aperto al dialogo, plurale, coerente, senza personalismi e soprattutto capace di essere innovativo nelle proposte e nelle forme di partecipazione. Già nelle prossime elezioni del 2019 (Europee, Regionali e Comunali) una coalizione di centro sinistra dialogante ed unità potrebbe ritrovare la via della vittoria”.

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