venerdì 4 Dicembre 2020

RIVAROLO CANAVESE – Fim-Cisl ha presentato il suo programma ai candidati alle elezioni politiche (FOTO E VIDEO)

RIVAROLO CANAVESE – Sala gremita giovedì 8 febbraio, alla sede Fim-Cisl di Rivarolo Canavese, per la discussione pubblica legata ai temi del lavoro, organizzata dal Sindacato, e diretta ai candidati alla Camera dei vari schieramenti politici.

Ad introdurre i lavori, Vito Bianchino, che ha illustrato un programma, ribaltando l’impostazione delle solite campagne elettorali.

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Il ricco programma era basato su alcune considerazioni: la precarietà ha creato più generazioni di persone in crisi, una società che non vede il futuro, che non investono più in se stesse perché la scala sociale è ferma. La stabilità dell’occupazione garantisce quadri famigliari più stabili quindi maggiore spesa, maggiori investimenti, maggiori consumi. Infine, sul lavoro si è investito soprattutto sulle imprese, con decontribuzioni, ammortamenti, iper ammortamenti, industria 4.0, ora occorre investire dalla parte dei lavoratori con la stabilità del lavoro. il nostro programma prevede modifiche al jobs act, agli ammortizzatori sociali, alla pensione anticipata per i lavoratori precoci dove proponiamo si introduca la certezza del percorso verso la pensione con i 41 anni nei casi di accordo sindacale con cambio mix e l’inserimento nei lavori gravosi dello Stampaggio a Caldo.

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Una riflessione sul mercato del lavoro che sfocia nella conclusione che è necessario intervenire sul Job act, operando alcune modifiche essenziali. Innanzitutto fare in modo che i contratti di lavoro a termine costino di più alle imprese rispetto ai contratti di lavoro a tempo indeterminato, rendendolo slgato al concetto di tutele crescenti. Modificare l’articolo 3 del decreto legge facendo costare di più alle imprese il licenziamento (da 4 a 8 mensilità). Ripristinare la modularità della pena, non licenziando per una “lieve insubordinazione”. Ripristinare la cassa integrazione per cessata attività per 12 mesi anche senza un acquirente, e la possibilità di prorogarla per altri 12 mesi in presenza di un acquirente.

E ancora: modificare la rescissione del contratto di apprendistato rendendolo un contratto a tutti gli effetti a tempo indeterminato. Prevedere un criterio di accesso alla pensione al raggiungimento di 41 anni di contributi assumendo in cambio giovani lavoratori a tempo indeterminato o in apprendistato. Infine inserire lo stampaggio a caldo tra i lavori usuranti, battaglia che il sindacato porta avanti dal 1990.

Rilanciare l’asse di Torino e provincia, partendo dall’industria e aggiungendo il corollario del turismo, della gastronomia e di quant’altro possa essere utile, portando la “città fuori” in modo da farne conoscere le peculiarità e attrarre investitori.

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«Progettare il territorio – ha affermato Bianchino – è una grande azione politica e il nostro è un territorio in cui le tre anime di cultura, turismo e industria si possono sposare. Programmare il territorio, assistere le imprese negli investimenti, creare una filiera che parta dalla scuola e arrivi al posto di lavoro, sostenere lo sviluppo di attività connesse alle imprese come la valorizzazione dei musei industriali.»

«Fare sistema, diventare ambasciatori nel mondo del nostro territorio – ha affermato Alessandro Giglio Vigna (Lega Nord) – in questa bozza c’è molto di quello che andrebbe fatto. Serve una rivoluzione del lavoro. Riteniamo che ancora oggi, parlare di produzione, non sia una battaglia di retroguardia, ma sia guardare al futuro.»

Claudia Porchietto (Forza Italia), ha commentato: «Circa l’inserimento dello stampaggio a caldo tra i lavori usuranti, è un impegno preciso che dobbiamo prendere. Non abbiamo perso la connotazione industriale, l’abbiamo solo temporaneamente smarrita. Dobbiamo pensare a come riportare le aziende a produrre in Piemonte, sicuramente garantendo una defiscalizzazione. Inoltre dobbiamo pensare alla formazione del personale: conoscere un po’ di inglese e di informatica, altrimenti rischiamo di non essere competitivi con i giovani e di ritrovarci tutti disoccupati. L’industria non è più quella di trent’anni fa.»

«Si deve pensare ad una politica di lungo periodo. – Ha replicato Jessica Costanzo (Movimento Cinquestelle) – È essenziale aggiornarsi perchè i titoli di studio invecchiano, quindi la formazione è importante. Si deve estendere inserendo nei lavori usurai altri mestieri e si deve intervenire sui casi di lavoro tragici.»

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Patrizia Bresbitero (Liberi e Uguali) ha rimarcato: «Noi non vogliamo modificare il Jobs act, non lo vogliamo proprio, vogliamo abolirlo. Ci si deve impegnare per la riduzione della precarietà. L’apprendistato va visto come un qualcosa in più in cui il lavoratore viene formato. È necessario aumentare il lavoro, e l’unico modo è una riduzione dell’orario, non in tutti i settori, ma dove è possibile. Il ruolo dello Stato è importantissimo, si deve fare in modo che lo Stato entri nell’industria. Se i farmaci si producessero in Italia, si abbasserebbe il costo della Sanità Pubblica.»

Infine è intervenuta Francesca Bonomo (Pd): «Il tema delle infrastrutture è uno dei più importanti, sono necessarie per le aziende. Far sì che il lavoro a tempo indeterminato costi di meno del tempo determinato. Punto di partenza per un inversione, per fare aumentare i contratti indeterminati, ma deve contemporaneamente aumentare il lavoro, la produzione e la fiducia dei consumatori. Si deve lavorare sulla formazione di alcune categorie di lavoro.»

Soddisfatto dell’incontro Vito Bianchino: «Un incontro partecipato e utile.»

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