giovedì 22 Aprile 2021

TORINO – Quale futuro per l’Ospedale Oftalmico? “Si rischia di perdere un’eccellenza” (VIDEO)

"L'idea è di smembrare l'Oftalmico in cambio di un esperimento poco chiaro"

TORINO – Resta alta l’attenzione sul futuro dell’Ospedale Oftalmico e sulla Rete Oculistica Metropolitana.

Se n’è discusso ieri, mercoledì 8 marzo, durante una conferenza stmpa organizzata dall’associazione “Salviamo l’Oftalmico Insieme”, alla quale hanno partecipato, oltre al presidente del sodalizio Savino D’Amelio, anche Marco Bongi, presidente nazionale dell’associazione APRI (Associazione Pro Retinopatici Ipovedenti) e l’Avv. Franco Lepore, presidente del Consiglio Provinciale UICI-(Unione Italiana Ciechi Ipovedenti) Torino.

L’obiettivo era fornire un’informazione puntuale sulla situazione, anche in relazione al programmato convegno “Rete Oculistica Metropolitana e……”, che si terrà domani, venerdì 10 marzo presso la città della salute, Ospedale Molinette, Aula Magna Dogliotti.

Savino D’Amelio

“Era stato realtizzato un documento articolato al quale avevano partecipato diversi oculisti – ha spiegato Savino D’Amelio – oltretutto quando era già presente la Giunta Chiamparino. Da quello studio era emerso che l’Ospedale Oftalmico era appropriato, e funzionante. Ora non capiamo perchè non si sia tenuto conto di quel documento e si voglia smontare qualcosa che funziona per un’esperimento discutibile e poco chiaro.”

 

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Marco Bongi

“Contemporaneamente alla vicenda dell’oftalmico, – ha aggiunto Marco Bongi – stiamo assistendo alla chiusura dell’Oculistica del San Luigi di Orbassano. Quindi vogliono chiudere il centro specialistico, ma nel contempo, anche i centri generalisti. È incomprensibile.”

La preoccupazione è elevata, così come ha sottolineato Franco Lepore: “L’Oftalmico è una struttura d’eccellenza e all’avanguardia, tanto che arrivano pazienti da fuori Regione e addirittura da fuori

Franco Lepore

Italia. Eppure si sta parlando di smembrare una struttura in piena efficienza e con un bilancio attivo, per destinare il tutto in parte alle Molinette e in parte al san Giovanni Bosco, cosa che però non è molto chiara. Stiamo rischiando di perdere un’eccellenza, non ha alcun senso.”

 

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