di Alessandra Hropich scrittrice per Bibliotheka Edizioni e You Can Print (www.youcanprint.it)

Da sempre, i filosofi, i pensatori, i poeti e tutti coloro che cercano risposte alle loro domande, hanno dato una verosimile o, secondo loro, giusta definizione della felicità. Ma la felicità non é un qualcosa da definire quanto uno stato di benessere interiore da vivere. I bambini sono contenti senza porsi domande filosofiche sulla felicità. Ecco, dovremmo tutti mantenere alcune cose di quando eravamo bambini. Il mondo adulto si preclude di fatto la Felicità, tutto per andare di corsa alla ricerca di un ipotetico, quanto irraggiungibile stato di grazia che non arriva mai. Ero bambina, quando andavo al mare con la famiglia ed ogni volta che, dopo un lungo tragitto, vedevo quell’ enorme manto azzurro del mare, mi sentivo una grande emozione, così quando restavo in terrazzo fino a sera tardi e mi piaceva contare le stelle, oppure andare sull’ altalena al parco, oggi, tutto é rimasto invariato per me perché mi emoziona quasi come allora. Non importa se queste cose non si possono fare da adulti ma meravigliarsi della bellezza del mare, di un paesaggio o di un cielo stellato, dovrebbe rimanere un piacere che non scompare con il passare del tempo.

La Felicità é frutto delle nostre azioni e scelte ma soprattutto viene da una voglia di non restare indifferente verso le cose o le persone. Ogni persona ha qualcosa di buono, sia se é giovane o anziana, tutti possono fornirci uno spunto o una spinta a cercare le cose che ci migliorano.

Da mia madre, napoletana doc, ho imparato ad apprezzare ogni giorno della nostra vita, una frase che mi ripete, quasi come un tormentone é: “Dobbiamo svegliarci con la gioia di vivere, il mattino, con il sole che spunta, ci ricorda che un altro giorno é con noi e che dobbiamo fare, o almeno provarci, tutto quello che non abbiamo fatto fino ad oggi!” Confesso di avere anche io, come tutti, dei momenti in cui, al mattino, penso più a sbrigare degli impegni di corsa che al sole che sorge. Allora la saggezza di mia mamma la porta sempre a dire una frase tipicamente napoletana: ” Vai e ricordati che da cosa, nasce cosa!” Per mia madre, persino se mi reco in un ospedale a trovare qualcuno, faccio indubbiamente del bene a questo qualcuno ma lei già prevede che potrebbe verificarsi sempre qualcosa che mi arricchisce in qualsiasi modo, e molto spesso é quello che mi capita. Per mia madre, nessuna occasione o esperienza é sprecata, tutto serve, ed infatti vive sempre con la gioia nel cuore, senza preoccuparsi di esagerare.

Ricordandoci che la Felicità non dipende da cosa ci accade, non dipende da niente di esterno che ce la procuri, né sono gli altri a regalarci gioia. Gli altri possono donarci momenti belli, rivedere un amico, fare una festa, prenderci un caffè con chi é di nostro gradimento, sono tutti momenti belli. Ma attenzione, ho scritto “momenti” ma poi? Quando l’ amico con cui ho scherzato al bar se ne va? Quando la festa é finita? Quando il cagnolino che ci muove la coda, é altrove? Torniamo ad essere quelli di prima, i momenti felici passano. Allora é evidente che é una felicità condizionata, va e viene continuamente. La felicità autentica, invece non passa mai perché é un nostro modo di essere e di vivere. Mentre tutti corrono erroneamente a cercare l’ attimo felice, il brivido del primo bacio, il momento fatidico di ogni cosa. Se cerchiamo questo tipo di benessere, staremo sempre male, il primo bacio, che tanto ci emoziona, diventerà poi monotona routine, tutto sarà sempre meno emozionante, é inevitabile con il passare del tempo. Nessuno può offrirci la Felicità, nemmeno un partner che ci piace o amiamo, quello che può offrirci é la spinta a tirar fuori ciò che siamo e che vogliamo realmente. Come nessuno può darci la felicità, altrettanto nessuno può togliercela.

Nel libro: “La Felicità? Ve la do io, racconto alcune storie di persone appese all’ illusione di trovare, non qualcuno da amare ma qualcuno che arrivi con la bacchetta magica a spruzzare la felicità. Non ci si può aggrappare ad un’ altra persona ed attendere da lei la felicità. Allora, rompiamo il ghiaccio, non corriamo dietro a concetti astratti di felicità, non nutriamo il nostro animo assetato di notizie negative, come quelle che ci forniscono la tv o i giornali. Non andiamo sempre a caccia di notizie sull’ ultimo femminicidio o sulla nuova conquista del vip del momento, piuttosto, illuminiamo il nostro animo con pensieri positivi, con il rallegrarci di ogni paesaggio o del sorgere del sole o di una bella risata. Da un particolare, da una bella vista, da un incontro positivo o da un bell’ oggetto, può e deve derivare con forza quella spinta che deve dirci ogni mattina: “Sono al mondo, sono vivo e, visto che ci sono, mi faccio un pieno di felicità! ”

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