CHIVASSESE – Avviato il percorso per la fusione dei Comuni di Castagneto Po e Chivasso.
Una scelta che divide, e che solleva perplessità e domande da parte della cittadinanza e degli amministratori.

L’area omogenea del Chivassese conta 100.000 abitanti e 423 kmq, ed è oggi divisa in 24 Comuni: Foglizzo, Caluso, Mazzè, Villareggia, Rondissone, Montanaro, Chivasso, Torrazza Piemonte, Verolengo, Brandizzo, San Raffaele Cimena, Castagneto Po, S.Sebastiano Po, Lauriano, Monteu da Po, Brusasco, Cavagnolo, Verrua Savoia, Brozolo, Castiglione, Gassino, Rivalba, Casalborgone e Cinzano.

L’Associazione Identità Comune da quattro anni studia il problema dell’identità, della funzione, chivassesedella rappresentatività e delle dimensioni del governo locale rappresentato dai Comuni, cercando di individuare quale sia la soluzione ottimale per risolvere i problemi e soddisfare le esigenze del territorio e dei suoi abitanti, per contrastare la crisi ed il declino, per offrire prospettive e futuro, in una parola il bene comune, contro cui vanno a cozzare i personalismi, i campanilismi, i corporativismi.
Risultati e riflessioni sono state pubblicate sul sito del sodalizio: chivassese.it.
Un confronto tra gli svantaggi del chivassese suddiviso in 24 comuni e i vantaggi del comune unico.
Tanto per iniziare i costi: elevati per quasi 400 amministratori e decine di commissioni; per atti burocratici e amministrativi duplicati per 24 Comuni; per la duplicazione di servizi come il sito Web ripetuto per tutti i Comuni; per il ricorso a lavori e consulenze esterne per la mancanza di personale interno di un territorio frammentato, il tutto contro i forti risparmi per la riduzione a 1 sindaco, 9 assessori e 32 consiglieri nel caso di Comune unico; l’eliminazione di tutti i duplicati burocratici; la semplificazione dei servizi quando per il Chivassese uno è sufficiente; il taglio di consulenze e lavori esterni con la migliore organizzazione del personale.
Altri svantaggi del territorio frammentato è la perdita degli ingenti contributi statali e regionali (3 milioni annui) per le fusioni tra Comuni, cosa, che, invece riceverebbe il comune unico.
La mancanza di risorse umane e finanziarie per gestire i servizi al territorio e ai cittadini mentre con la fusione ci sarebbe l’uso dei soldi risparmiati e del personale riorganizzato per i servizi al cittadino.
Al momento mancano le risorse umane e finanziarie per costruire il futuro del territorio che invece diventano sufficienti con la fusione.
Per non parlare dello scarso peso politico dei Comuni che restano in balia di decisioni imposte dall’alto, a differenza di un territorio “allargato”   che riesce ad avere un’adeguata rappresentatività in ambito regionale, nazionale ed europeo.
Infine le scarse possibilità dei comuni di mantenere i servizi del territorio, come ospedale, tribunale, mentre un comune unico riesce ad avere le risorse necessarie per mantenere i servizi territoriali e le dimensioni sufficienti per tutelare il territorio e programmarne lo sviluppo in modo unitario.
Per approfondimenti: www.chivassese.it.

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