di Alessandra Hropich scrittrice per Bibliotheka Edizioni
Se non fosse stato per Cristoforo Colombo che importò molti generi floreali sconosciuti in Europa, noi chissà se avremmo mai conosciuto il tanto amato peperoncino che trova le sue origini in Messico 5000 anni fa. La capsaicina è uno dei principali componenti del peperoncino, per questo, il suo nome scientifico è Capsicum.
La capsaicina è un principio attivo con molte proprietà benefiche e, se vogliamo fare un pieno di vitamina c, difendendoci anche dalle infezioni, basta fare uso del peperoncino rosso. Seppur in mesi diversi, la coltivazione del peperoncino rosso può aver luogo in tutta Italia e in molte parti del mondo. Ovviamente parliamo di una pianta che predilige il caldo, per questo, con poche attenzioni, può crescere anche in casa.
Non esiste solo il peperoncino piccante ma ne esistono tantissime varietà, fu il chimico americano W. Scoville ad inventare il metodo per misurare il grado di piccantezza del peperoncino. Il valore più basso per il peperone più dolce, il più alto, al peperoncino Habanero Red Savina. I volatili non percepiscono minimamente la piccantezza a differenza di noi umani. Errore comune è ritenere che l’ acqua calmi il bruciore del peperoncino, affatto, basta bere latte fresco, mangiare mollica di pane, olio o bere con moderazione superalcolici. Ma, al di là dell’aspetto salutare, va detto che il rosso del peperoncino mette allegria.
Immaginiamo una coppia, alle prese con un bel piatto di spaghetti al sugo e peperoncino, non solo la gola è in festa ma, grazie al potere afrodisiaco del peperoncino, non può esserci situazione migliore. E allora facciamone uso per i vantaggi al nostro organismo e per il colore rosso tipico della passione. Se siamo giù di tono o qualcosa non va, corriamo a comprare un piccolo mazzo di questo potente antiossidante!