di Alessandra Hropich scrittrice per Bibliotheka Edizioni
In occasione di una intervista ad un veterinario che ora rappresenta un’ Istituzione, ho decisamente avuto occasione di rivedere molte idee che riguardano il rapporto tra uomo e animalianimale. Chiarisco di essere un’ amante degli animali anche se non in modo ossessivo, non vorrei mai vedere cani abbandonati o gatti in cerca di cibo tra i rifiuti. Ma ho appreso dell’ esistenza di molte persone che si circondano in casa di animali al solo scopo di avere qualcuno che non  può tener loro testa. E’ un fatto pacifico non attribuire l’ intelligenza umana ad una bestia, un cane o un gatto non ci potranno mai consigliare sul come vivere una vita migliore o migliorare il nostro livello lavorativo o sbrigare pratiche che solo noi umani possiamo espletare. Il livello di intelligenza di un animale è pari a quello di un bambino piccolissimo che vive più di istinto e abitudini, questo è quanto giustamente è stato ribadito dal veterinario intervistato.

L’ animale può offrire un amore incondizionato, questo si, un amore non legato, come avviene nel rapporto di coppia, all’attrazione fisica o ad altri fattori o a interessi, il cane o gatto non amano per denaro o perchè il padrone è attraente fisicamente.

L’ affetto che gli animali sanno dare è di sicuro un affetto puro perchè non contaminato da mille esigenze che noi umani abbiamo ma il loro affetto dovrebbe servire a mettere in relazione nel modo migliore gli umani tra di loro, due persone accompagnate ai loro animali che si incontrano e dialogano, questo significa socializzare.

Purtroppo noto e non solo io ma, esperti del settore me lo confermano, che si sostituisce l’ amore per gli animali a quello per i propri simili, noto fin troppi giovani e meno giovani che si accompagnano agli animali gran parte della giornata facendo solo quello e schivando le persone, ovviamente non tutti. Lo stesso vale per coloro che portano un animale in giro e, alla prima occasione, sono soliti ripetere la solita frase: ” gli animali sono più buoni dei cristiani!”  Nessuno mette in discussione la bontà delle bestie ma, mi sembra più normale dire: “Noi umani dovremmo imparare dalle bestie ad essere meno animali!” Il fatto curioso è che poi, quelle povere bestie, vengono abbandonate perchè, in molti casi, vengono prese solo per soddisfare la moda del momento, fatto gravissimo perchè l’ amore non segue nessuna moda. Quindi, chi dice agli altri che le bestie sono più buone dei cristiani dovrebbe farsi un esame di coscienza e rivedere il suo rapporto con i propri simili. In altre parole, non esiste la possibilità di fare un confronto tra esseri umani e bestie, chi li vuol rendere simili, si illude creandosi un mondo che non è reale o per nascondere il fatto di essere persone spesso autoritarie. Scegliere di vivere con un animale va bene ma non per soddisfare un certo desiderio di comando che è insito in ogni essere umano.

Amare un animale si può e si deve ma non si dovrebbe prendere una bestia per il solo gusto sottile e tacito di dare ordini a qualcuno.

Indiscusso è il potere terapeutico delle bestie ma, non basta, per uno psicopatico, ad esempio, un cane per guarire ma occorrono degli aiuti da parte di specialisti in strutture apposite, allora ecco che torna il bisogno dell’ essere umano.

Più solidarietà tra noi umani anche per relazionarci meglio con le bestie.

Trovo molto produttivo il socializzare con ogni forma vivente, cani, gatti  ma a condizione che si tratti di un affetto ulteriore e non sostitutivo di quello verso le persone. Conosco molti giovani che, delusi da relazioni amorose sbagliate, scelgono di devolvere gran parte del loro amore agli animali in casa, questo non porta a socializzare ma a rinchiudersi di più in loro stessi. Qualcuno mi ha fatto sorridere dicendo: ” Non voglio più una ragazza perchè lei, quando torno a casa, non mi muoverebbe la coda, non mi farebbe le feste come, al contrario fà il mio cane!”

Analogo pensiero di un mio vecchio amico, un professionista benestante, il quale, dopo anni di matrimonio infelice che continua a tenere in piedi a forza, dorme non con la moglie ma con uno dei suoi tanti cani, abbracciato tutta la notte alla sua cagnetta, lui stesso ha affermato di non sentire il bisogno di avere accanto la donna che ha sposato.

Questo è un atteggiamento sbagliato perchè non si può chiedere ad una donna quello che si chiede ad una bestia.

Temo che, questo professionista non sia l’unico a vivere in un modo non del tutto esatto. Indubbiamente noto che c’è in giro un grande bisogno di amore che spesso vorremmo ma non sappiamo offrire e allora lo cerchiamo dagli animali, dimenticando i nostri simili.

Per questo, ribadisco il concetto: “Amiamo le bestie ma non sposiamole!”

 

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