CHIVASSO – La Polizia ha eseguito due arresti per estorsione ad un commerciante di Chivasso.

POLIZIALe misure cautelari sono state spiccate dal Gip di Ivrea che ha disposto l’obbligo di dimora di altre tre persone.

La vittima di estorsione è un panettiere di Chivasso, residente ad Ivrea.

L’operazione è in corso nelle province di Torino e Catanzaro.

AGGIORNAMENTI – Nel mese di giugno del 2014 il suo ex socio si era presentato nella sua azienda di panificazione, accompagnato da due individui di origine calabrese. Immediatamente esplicita la minaccia: “ci devi dare 50.000 euro o ti spariamo alle gambe facendoti saltare in aria l’azienda”. Questa la richiesta estorsiva avanzata dai tre, basata sul pretesto che la vittima nella sua azienda stava usando dei vecchi macchinari (dal valore commerciale quasi nullo) che erano stati in uso all’ex socio, e con il quale, però, era già intervenuto un accordo sul compenso da riconoscergli, accordo che la vittima stava diligentemente rispettando. A subire tali richieste estorsive è stato un imprenditore di Chivasso, titolare di un’azienda del settore della panificazione. Pur intimorito dalle pesanti minacce subite, ha immediatamente deciso di denunciare quanto gli stava accadendo. Ed altrettanto immediatamente sono partite le indagini da parte della Polizia di Stato, Squadra Mobile di Torino. Al termine dell’attività investigativa è stato eseguito il provvedimento cautelare nei confronti di: Carlo COLLIA, del 1967, pregiudicato, destinatario di custodia cautelare in carcere; Giuseppe MOLINARO, del 1954; Michelangelo CALIGIURI, del 1971; Vincenzo PONTIERI, del 1958, tutti pregiudicati, il primo destinatario della misura della custodia cautelare in carcere, altri tre della misura dell’obbligo di dimora. Un quinto soggetto, sfuggito alla cattura, è attivamente ricercato. L’attività investigativa ha consentito di verificare che il COLLIA, avendo deciso di estorcere dei soldi all’ex socio, aveva contattato un suo conoscente, il  CALIGIURI, titolare di un panificio in provincia di Catanzaro, chiedendogli se conoscesse qualcuno di origine calabrese che potesse affiancarlo per incutere terrore nella vittima. Il CALIGIURI, a sua volta, aveva pensato di coinvolgere il PONTIERI, suo dipendente nel panificio. Quest’ultimo, quindi, si era rivolto ad un suo amico,  il MOLINARO, residente in provincia di Torino, il quale, unitamente al COLLIA, in più occasioni si è recato dalla vittima proferendo gravissime minacce. Tale comportamento violento è stato interrotto dall’intervento della Polizia di Stato.

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