VENARIA REALE – Si è tenuta nella mattinata di ieri, martedì 17 marzo 2026, la presentazione del progetto “Help House Girls”, un nuovo spazio, ad indirizzo segreto, esclusivamente dedicato all’accoglienza di donne minorenni, di età compresa tra gli 11 e i 18 anni non compiuti, che subiscono, hanno subito o sono a rischio di subire violenza di genere.
Alle ore 10.15, presso la Sala Consiglio, sono stati presentati i contenuti e le finalità del progetto di accoglienza.
“Help House Girls” nasce come luogo protetto e specializzato, in cui le giovani donne possono intraprendere un percorso di uscita dalla violenza e di costruzione di un progetto di vita futura concreto, capace di tutelare il loro benessere e la loro salute psicofisica. La giovane donna è posta al centro del percorso ed è considerata attrice principale del proprio cammino di autodeterminazione, orientato alla ripresa del controllo della propria esistenza e alla ridefinizione del suo futuro.
Nella Sala del Consiglio comunale erano presenti il Sindaco della Città di Venaria Reale Fabio Giulivi e l’Assessore alle Politiche giovanili e Pari opportunità Paola Marchese, insieme al Prefetto di Torino Donato Cafagna, al Questore Massimo Gambino, al Generale di Brigata Roberto De Cinti, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Torino, e al Generale di Brigata Alberto Nastasia del Comando Provinciale della Guardia di Finanza.
Per la Regione Piemonte è intervenuto il Presidente Alberto Cirio.
Tra gli ospiti erano presenti il Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Ferrauto e la consigliera Barbara Virga, all’epoca dell’avvio dei progetti Presidente della Commissione consiliare antimafia. Inoltre, ha partecipato la Presidente e la Vicepresidente dei Centri Antiviolenza E.M.M.A. ETS, Silvia Spadini e Selene Cascella, affiancate da alcune operatrici dell’associazione.
Presenti anche Elisabetta Bogge, Direttrice del CISSA, il Maggiore Silverio Gesuè, Comandante della Compagnia Carabinieri di Venaria Reale, il Maresciallo Maggiore Salvatore Liuni, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Venaria Reale, e Alberto Pizzocaro, Comandante della Polizia Municipale.
Per gli enti sostenitori del progetto, Fondazione Kering, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Una Nessuna Centomila, c’erano le rappresentanti dei primi due, Daniela Castagno e Fatima El Maliani.
Il progetto, primo in Italia, prevede il supporto continuativo di una equipe multiprofessionale, con un sostegno individuale strutturato garantito 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. L’intervento tiene conto delle dinamiche della violenza di genere e accompagna le giovani donne nel ridisegnare un futuro libero dalla violenza.
Fabio Giulivi, sindaco della Città di Venaria Reale, dichiara: “L’apertura di “Help House Girls” rappresenta per Venaria Reale un passo di grande responsabilità e civiltà. Questo progetto mette al centro la tutela delle ragazze più giovani, offrendo loro un luogo sicuro, competente e stabile, capace di accompagnarle in un percorso di protezione, cura e ricostruzione del proprio futuro. La collaborazione con i Centri Antiviolenza E.M.M.A. ETS, realtà con una lunga e riconosciuta esperienza nel contrasto alla violenza di genere, garantisce qualità, professionalità e continuità dell’intervento. Come amministrazione riteniamo fondamentale investire in servizi che non si limitino all’emergenza, ma che sappiano costruire opportunità concrete di autodeterminazione e autonomia per le giovani donne”.
I Centri Antiviolenza E.M.M.A. nascono a Torino il 25 febbraio 1998 come associazione Donne&Futuro, dall’iniziativa di un gruppo di donne torinesi che, intervenendo sulla stampa, misero in evidenza come molti problemi della vita quotidiana incidessero in modo diverso sulle donne. Da questa consapevolezza prende forma un progetto volto a rivedere le dinamiche di potere tra i generi e a creare un raccordo tra cittadinanza e istituzioni, favorendo la partecipazione femminile nella società civile.
Nel 2018 Donne&Futuro evolve in E.M.M.A., acronimo di libertà, autodeterminazione, emancipazione e autonomia. Da oltre vent’anni l’associazione opera a livello locale e nazionale nei percorsi di accoglienza ed empowerment delle donne che subiscono o hanno subito violenza maschile, affiancando a queste attività un costante impegno nella sensibilizzazione e nella formazione alla rete e alla cittadinanza per contribuire al cambiamento culturale.
Paola Marchese, Assessore alle Politiche giovanili e Pari opportunità; commenta: “”Help House Girls” nasce da una visione chiara e condivisa: contrastare la violenza di genere significa riconoscerne le radici profonde e intervenire con percorsi strutturati, personalizzati e rispettosi dei tempi e dei bisogni di ciascuna ragazza. Questo centro non è solo un luogo di accoglienza, ma uno spazio di ascolto, consapevolezza e crescita, dove le giovani possono diventare protagoniste del proprio percorso di uscita dalla violenza. La presenza di una equipe multiprofessionale attiva 24 ore su 24 e l’approccio fondato sull’empowerment, sull’autodeterminazione e sull’autonomia, in linea con i valori e la metodologia di E.M.M.A. ETS, rappresentano elementi essenziali per spezzare il ciclo della violenza e prevenire il rischio di recidiva. È un progetto che parla di diritti, di futuro e di responsabilità collettiva”.
La comunità residenziale “Help House Girls” è intitolata ad Anna Maria Zucca, mancata prematuramente lo scorso 19 gennaio, è stata la fondatrice e presidente dei Centri Antiviolenza E.M.M.A. ETS che ha fortemente desiderato e reso possibile la realizzazione del progetto.
Per i Centri Antiviolenza E.M.M.A. ETS, Silvia Spadini presidente di Centri Antiviolenza E.M.M.A. afferma: “”Help House Girls” è una comunità destinata a giovani donne minorenni che hanno subito o subiscono qualsiasi forma di violenza di genere (dai maltrattamenti domestici e nelle relazioni intime agli abusi sessuali, dalle mutilazioni genitali femminili ai matrimoni forzati). È un progetto pilota, che è stato pensato e creato per coprire un vuoto politico, istituzionale e operativo nel sistema di tutela, dare voce ai silenzi e alle violenze subite, nonchè riconoscere anche le donne minorenni come titolari di diritti, potere e libertà di scelta. La particolarità è che sia un Centro Antiviolenza a essere titolare di tale progetto. Negli ultimi anni, infatti, si sono rivolte a noi sempre più giovani donne minorenni, da qui la necessità di offrire anche a loro, uno spazio sicuro, protetto, ma soprattutto un luogo dove trovare professioniste esperte sulle dinamiche della spirale della violenza e sulla valutazione del rischio di escalation o femminicidio. “Help House Girls” vuole dare riscatto personale, recupero del proprio valore e senso di sicurezza, riscoperta dei propri sogni e desideri nel presente e nel futuro. Offre una possibilità di ascolto, sostegno e validazione della violenza subita, senza giudizio, e di elaborazione del trauma relazionale che si portano dietro”.
Donato Cafagna, Prefetto di Torino, commenta: “La destinazione ad una finalità sociale dei beni confiscati costituisce una delle risposte più alte e compiute che il sistema Stato, enti locali, società civile può dare in termini di legalità al pericolo di infiltrazione della criminalità organizzata. L’apertura di una casa protetta per le donne vittime di violenza è il forte segnale di una comunità che si appropria e valorizza un luogo oggetto di iniziative criminali per trasformarlo oggi in un porto sicuro per le vittime di reati. Una scelta che è anche etica e testimonia una presa in carico collettiva verso un fenomeno così grave e purtroppo ancora diffuso come quello della violenza sulle donne”.
Per la Regione Piemonte, il Presidente Alberto Cirio e gli Assessori alle Pari opportunità, Marina Chiarelli e ai Beni confiscati, Maurizio Marrone, affermano: “Un bene confiscato alla criminalità organizzata che diventa una casa di protezione per ragazze molto giovani restituisce alla comunità uno spazio di socialità e allo stesso tempo una possibilità di accogliere chi sta vivendo situazioni di violenza. “Help House Girls” offre un luogo sicuro dove trovare ascolto e dove è possibile rimettere in ordine la propria vita. Poter contare su luoghi protetti, con educatrici e psicologhe, permette alle ragazze di trovare ascolto, supporto, sicurezza e superare situazioni difficili. Da oggi “Help House Girls” grazie al lavoro congiunto di tante istituzioni, aggiunge un altro tassello alla rete di sostegno già presente in Piemonte, che ogni anno assiste circa quattromila donne grazie alle 13 case rifugio ai 22 centri antiviolenza e ai 79 sportelli sparsi su tutti i territori del nostro Piemonte”.
È a disposizione anche un numero di emergenza di Centri Antiviolenza E.M.M.A. attivo H24: 366 460 7803 (servizio gratuito).




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