mercoledì 4 Agosto 2021
mercoledì, Agosto 4, 2021
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PIEMONTE – Nursind preoccupato per la sospensione di 4000 operatori sanitari non vaccinati

Inviata una lettera alla Direzione Generale con la richiesta di sopperire all'aggravarsi della carenza di personale

PIEMONTE – C’è preoccupazione da parte del sindacato infermieristico NurSind per l’applicazione della Legge che prevede la sospensione per gli operatori sanitari non vaccinati.

“Da una parte la Regione che ne resta fuori, dall’altra le aziende che devono applicare la Legge. – Dichiara Francesco Coppolella – La domanda alla quale si deve dare una risposta politica ma nello stesso tempo anche tecnica è: saranno sostituiti coloro i quali saranno sospesi?
Chiuderemo dei servizi per far fronte a questa importante carenza che improvvisamente e inevitabilmente si verificherà in un momento già critico su questo fronte.
Dopo aver incontrato la Direzione Regionale dell’assessorato alla sanità, non avendo avuto rassicurazioni in merito, abbiamo scritto e chiesto preventivamente alle aziende come intendono procedere.”

E conclude: “Non si pensi che gli operatori sanitari che resteranno in servizio possano colmare un carico di lavoro inaccettabile. Se la Legge è Legge, è necessario preoccuparsi anche degli effetti della sua applicazione.”

Pubblichiamo integralmente la lettera inviata da Nursind Piemonte:
“La direzione regionale dell’assessorato alla sanità piemontese durante l’incontro avuto in data 09.07.2021 con la scrivente organizzazione sindacale, ci ha comunicato che le aziende sanitarie regionali dovranno dare applicazione, in autonomia, a quanto previsto dalla Legge relativa all’obbligo vaccinale previsto per gli operatori sanitari.

Ci è stato comunicato inoltre che verrà chiesto alle stesse aziende di predisporre un piano di emergenza per sopperire alle importanti carenze di organico che inevitabilmente si presenteranno dopo gli eventuali provvedimenti di sospensione dall’esercizio della professione.

Nonostante la percentuale di operatori sanitari vaccinati operanti presso le ASR piemontesi sia superiore al 90%, il numero di coloro i quali potrebbero improvvisamente venire a mancare a causa dei provvedimenti di sospensione, in applicazione della vigente Legge, non è assolutamente da sottovalutare.

Fare a meno di oltre 4000 operatori sanitari, quelli che ad oggi risultano privi di vaccinazione, senza pensare di sostituirli, rappresenta una vera e propria emergenza nell’emergenza.

Il rischio di chiudere i servizi si potrebbe realisticamente palesare e d’altro canto non è realmente possibile immaginare che tale peso possa ricadere su altri operatori in servizio.

Condizione chiaramente impossibile da realizzare oltre che inaccettabile. Non avendo ricevuto rassicurazioni in merito da parte della direzione regionale che imputa chiaramente alle aziende il compito di applicare la legge e di conseguenza di predisporre un piano per affrontarne gli effetti, tenuto conto che ogni azienda in indirizzo potrebbe presto perdere mediamente centinaia di operatori sanitari, chiediamo di conoscere preventivamente e prima di ogni eventuale azione, come si intende intervenire per sopperire alle importati carenze di organico che si verificheranno in una situazione che presenta già molte criticità.”

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