mercoledì 28 Luglio 2021
mercoledì, Luglio 28, 2021
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CUORGNÈ – CGIL e Spi CGIL lanciano l’appello per la riapertura dell’ospedale

“Il ruolo dell’Ospedale di Cuorgnè come presidio della comunità va garantito senza ulteriori ritardi né tentennamenti”

CUORGNÈ – La CGIL e lo Spi CGIL dell’Alto Canavese chiedono di ripristinare l’attività ospedaliera per i cittadini canavesani, soprattutto quelli delle comunità montane territoriali che “ci auguriamo possano accogliere nel periodo estivo molti villeggianti che necessitano però anche di infrastrutture sanitarie al pari di altri territori”.

“Condividiamo la posizione espressa da molte Amministrazioni locali che chiedono a gran voce la riapertura del Pronto Soccorso di Cuorgnè. – Dichiarano Angelica Liotine, Responsabile CGIL Alto Canavese e Alfredo Ghella Responsabile SPI- CGIL Alto Canavese – Il sacrificio che tutta la popolazione canavesana ha dovuto sostenere per la trasformazione in poche ore dell’Ospedale di Cuorgnè in un Covid- Hospital, con conseguente chiusura del suo Pronto Soccorso, non è ora più sostenibile e bisogna tornare alla normalità.

Così come occorre lavorare per recuperare prestazioni perse intervenendo con urgenza sulle liste di attesa e riducendo il ricorso al privato, scelta che molte persone hanno dovuto obbligatoriamente fare.”

“È importante – aggiungono Liotine e Ghella – che tutti i servizi sanitari tornino operativi e anche più funzionali di prima.

Nonostante il momento drammatico vissuto durante la pandemia la gente ha trovato ancora fiducia nella sanità pubblica: le Istituzione e la Regione devono far sì che la stessa risponda pienamente ai bisogni di prevenzione e cura garantendo la universalità delle prestazioni e soddisfacendo le esigenze della popolazione del canavese e delle sue Valli, popolazione sempre più anziana e sempre più in difficoltà economica.

Per questo il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cuorgnè, unico riferimento del territorio, deve riaprire affrontando nella sua piena funzionalità la transizione che porterà alla riorganizzazione dei servizi ospedalieri, territoriali e domiciliari previsti anche dal PNRR.”

E concludono: “Bisogna considerare che da molti mesi i nosocomi di riferimento per questa popolazione sono diventati quelli di Ivrea e Ciriè, difficilmente raggiungibili con il trasporto pubblico, problema non di poco conto e e decisamente inadeguato alle esigenze di un territorio così vasto e complesso e di una popolazione che non sempre può godere di un autonomia di trasporto.

Il ruolo dell’Ospedale di Cuorgnè come presidio della comunità va garantito senza ulteriori ritardi né tentennamenti.”

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