COASSOLO – Domenica 5 agosto si è conclusa la mostra “L’arte della meraviglia” di Laura Antonietti. L’esposizione è stata inaugurata sabato 21 luglio nei locali del centro “Lanzo Incontra”, in occasione della manifestazione itinerante “Jazz around the clock”.

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La personale è proseguita nell’atelier dell’artista dal 24 luglio al 5 agosto. Nello studio di via Bivio Tetti 29/B. L’allestimento è parso al visitatore molto particolare. Il percorso è iniziato all’esterno. Il pubblico ha potuto ammirare i lantoni appesi ai rami degli alberi da frutta del cortile. Pitture su supporti di plexiglass sono state posizionate ai piedi di un albero, sul quale sono stati fissati tre disegni. Un quadro, relativo alla campagna piemontese, è stato esaltato dai rami di una pianta. Ma è soprattutto all’interno che si è ritrovato il meglio della produzione di Antonietti.

Nel corridoio che porta allo studio si è dedicata una sezione alle allieve del corso di pittura. Quindi si è entrati in uno spazio pieno di quadri, colori e suggestioni.

Ha spiegato Antonietti: “I fuori cornice sono stati realizzati per rendere più fruibile il movimento nel quadro. Ho sperimentato la pittura su diversi supporti per dare maggior dinamicità alle pennellate. Fin dall’inizio ho voluto essere eclettica”.

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Molto apprezzate sono le copie d’autore, con la predilezione per Caravaggio. Qualche approfondimento meritano i lantoni. Spiega Antonietti: “I lantoni sono nati nel 1996. Il mio intento era unire il segno al movimento. Si tratta di due semisfere incollate tra di loro per formare un oggetto di forma sferica. Il mio preferito è il presepe che ho realizzato con i volti dei miei antenati e ho dedicato a mia figlia Gessica. Ultimamente, oltre ai classici, ho pensato di fare un’ arte alla portata di tutti. Con pochi segni su formato minimo sono riuscita a creare una sintesi del mio lavoro artistico”.

Particolarissimo appare un quadro che tratta della disabilità e in cui viene lanciato un importante messaggio. Conclude Antonietti: “ Il titolo è “Due gambe del Terzo Millennio”. Ho messo in primo piano le gambe. Ma non bisogna solo dare adito all’aspetto fisico. La disabilità può essere superata da un cervello florido. Ecco perchè il viso della ragazza è trasportato direttamente sulla tela dipinto dalla pittrice. Così si rappresenta il fermento di una mente che mostra la determinazione, la volontà e il coraggio di due gambe del Terzo Millennio”.

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