lunedì 18 Gennaio 2021

CUORGNÈ – Successo nel successo del “25 Aprile” al primo hackaton della Montagna

CUORGNÈ – Mountain hack, il primo hackaton della montagna, ha visto impegnati 100 ragazzi provenienti da 9 regioni e 15 città differenti, incontrarsi presso l’Università di Milano l’11 e il 12 dicembre per progettare la propria idea di montagna.

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Mountain-Hack, evento organizzato dal MIUR, si è svolto nell’ambito della seconda edizione di CIME, un appuntamento nazionale dedicato alla ricerca e all’innovazione per le Montagne, promosso e organizzato da UNIMONT – Centro d’eccellenza a Edolo dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con il Club Alpino Italiano.

Un primo successo per la nostra scuola è arrivato con la selezione fra oltre cinquanta scuole italiane. Il lavoro di ricerca e studio nei corsi CAT e TURISMO con il rilevo di aree montane, analisi dei parchi, sviluppo di progetti di riqualificazione montana e l’attuale progetto “Alternanza e territorio” con il comune di Ronco, oltre all’impegno di Antenna dell’Università di Edolo, fortemente voluto dal comune di Cuorgnè, hanno reso vincente la candidatura del 25 Aprile a questo evento.

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Ma cos’è un hackaton? E’ a tutti gli effetti una maratona alla ricerca di idee e progetti intorno a un tema ben preciso, in questo caso lo sviluppo della montagna.

I ragazzi, divisi in 10 team composti da studenti tutti di provenienza eterogenea si sono confrontati ricercando soluzioni rispetto a due temi “sport e montagna” e “cultura e montagna”. Ai due team dei docenti accompagnatori invece è stato chiesto di produrre un progetto che legasse didattica e montagna. A tutti è stato inoltre richiesto di ideare il logo del neonato Ilalian Mountain Lab.

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Dopo la presentazione dei temi alle squadre la gara è entrata nel vivo creando oltre ventiquattro ore di frenetica attività, anche notturna, dei dieci gruppi che hanno dovuto ricercare idee innovative, sostenibili, accessibili e realizzabili ma anche preoccuparsi di creare un valore aggiunto, di ricercare finanziatori, risorse umane interne ed esterne in grado di rendere il loro progetto fattibile ed infine concentrare la loro idea in tre minuti di presentazione.

Al termine delle presentazioni una commissione composta da alcuni membri del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e da alcuni componenti del “Tavolo di lavoro dell’Italian Mountain Lab” ha proclamato un team vincitore per ognuno dei due temi assegnati.

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Simone Crovero e Giulia Gerbalena, con Vuillerminaz Eleonora, Camilla Prete, Campisi Simone e Ursulean Alexandru hanno avuto la possibità di rappresentare il 25 Aprile a Milano. Simone e Giulia, con i loro due team hanno raggiunto il podio aggiudicandosi la possibilità di partecipare a un summer camp in Nepal la prossima estate.

Al di là del premio certamente eccezionale, per tutti è stata un’esperienza particolare come ci racconta Eleonora “Per me il mountain hack è stata un’esperienza totalmente nuova, un qualcosa anche di inaspettato: creare un progetto, pensarlo realizzabile e sperare di vederlo realizzato. Ventiquattro ore di intenso lavoro, il tutto accompagnato dal fattore del non conoscere le persone con le quali ti saresti dovuta mettere in gioco, facendo coesistere delle idee in un’unica grande idea. In poche parole: un’esperienza da provare”. Anche i suoi compagni sono concordi nel dire che è un’esperienza faticosa ma da augurare a tutti perchè citando la conclusione della presentazione del gruppo di Giulia “…non è il premio che conta ma l’esperienza vissuta”

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Ecco i progetti a cui hanno dato vita i team in cui hanno lavorato i nostri ragazzi

Il gruppo di Giulia ha proposto lo sviluppo di un Erasmus della Montagna, i Mountain Games, diretto principalmente ai giovani. Il progetto prevede un bando rivolto ai comuni montani che possono candidarsi ad accogliere l’evento, fra questi ne vengono scelti tre (uno dal nord, uno dal centro e uno dal sud), Un secondo bando per le scuole permette l’individuazione di sei classi che si recheranno nei paesi di montagna vincenti. Qui, tramite delle sfide, verranno a contatto con la cultura e le tradizioni del luogo.Una seconda fase del progetto prevede la creazione di un’applicazione diretta al pubblico, contenente le informazioni sulle varie localitá montane della nostra penisola sviluppata anche grazie all’aiuto degli studenti che hanno visitato i paesi vincitori del bando.

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Il progetto del team di Simone si chiama “Safe Pick” ovvero vetta sicura; ruota intorno alla creazione di una un’associazione senza scopi di lucro che punta a sensibilizzare e a formare i ragazzi e gli sportivi riguardante la sicurezza delle montagne. L’associazione punta a contattare esperti e persone che hanno avuto incidenti in montagna e esperti del soccorso alpino disponibili a sensibilizzare giovani e non, in scuole, eventi, manifestazioni e gruppi sportivi.

Il gruppo di Camilla ha voluto sviluppare un’applicazione chiamata “Mup” con tantissime funzioni per scoprire la montagna, tramite lo sport, in ogni sua forma. Una app per portare in alto ognuno a praticare sport con i suoi tempi, creare itinerari personalizzati e condividere i propri risultati stimolando la competizione soprattutto tra i giovani.

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Il progetto del team di Eleonora, “Punta in alto”, si è incentrato intorno a un punto fermo, avvicinare le persone alla montagna tramite lo sport montano, allontanando la gente da tutti quei fattori, presenti nella vita quotidiana, come la connessione a internet, per far riscoprire a pieno il contatto con la natura e le emozioni che può dare l’ambiente montano.

L’idea del team di Alexandru è stata quella di creare un’associazione di coordinamento “Kairos” con lo scopo di avvicinare la gente alla montagna attraverso la pratica dell’orienteering in primis e poi di altri sport non impattanti al fine di far apprezzare l’ambiente montano alle persone.

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Il gruppo di Simone ha progettato la riqualificazione di un piccolo paesino di nome Erbareti in provincia di Vercelli. Questo Borgo abbandonato è stato convertito in un centro montano per la valorizzazione della cultura locale tramite la realizzazione di stand dedicati alla cultura e alla gastronomia montana. Il nome del progetto è Know-Mountain ed è affiancato da una serie di iniziative di marketing incentrate sui social e sulle nuove tecnologie.

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