MILANO – In arrivo oltre un milione di euro per togliere dal racket minori, donne e transessuali

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MILANO – Il progetto per soccorrere le vittime della tratta e contrastare il racket della prostituzione, proposto dall’Assessorato alle Politiche sociali è stato approvato dal Dipartimento per Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e riceverà un finanziamento di 1,9 milioni di euro.

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Con queste risorse si svilupperanno interventi su un territorio sovra comunale (come richiesto dal bando) che comprende anche le province di Como, Monza e Brianza, Sondrio e Varese destinati a donne, uomini e persone transessuali, vittime di tratta per sfruttamento sessuale, lavorativo, accattonaggio ed economie illegali.

Gli interventi indicati nel progetto hanno la finalità di contrastare quanto più possibile la tratta di esseri umani. Da inizio gennaio sono state 115 le persone prese in carico dai nostri servizi: 98 donne, 9 uomini, 7 transessuali e 1 minorenne.  Le azioni messe in campo riguarderanno il contatto, l’emersione, la tutela e la prima assistenza e in via transitoria, l’alloggio, il vitto e l’assistenza sanitaria. Le vittime della tratta per sfruttamento sessuale sono quasi tutte donne straniere provenienti da Nigeria, Europa dell’Est e Sudamerica.
Le risorse del Comune messe destinate ai servizi contro la tratta sono cresciute nel tempo passando dai 120.000 euro del 2012 ai 520.000 euro del 2017. A queste si sono unite le risorse messe a disposizione dal Dipartimento Pari Opportunità pari a 380.000 euro.

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Con l’approvazione del nuovo progetto il Governo metterà a disposizione 1,9 milioni di euro.

“Aggiungiamo nuove risorse e moltiplichiamo gli sforzi per contrastare tratta e nuove schiavitù”, ha detto l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino. “In questi anni abbiamo sensibilmente aumentato i fondi, ora ci dobbiamo misurare con la necessità di mettere in campo nuove azioni e strumenti a sostegno delle vittime, persone di cui si parla sempre troppo poco e che rischiano di essere carne da macello di fronte a meccanismi micidiali di sfruttamento organizzato”

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Le operazioni saranno coordinate, per la prima volta, direttamente dal Comune di Milano che in accordo con gli altri 134 comuni dell’area metropolitana e con il coinvolgimento di dieci enti attivi a Milano e sul territorio avvierà nuovi e articolati interventi contro il traffico e la riduzione in schiavitù degli esseri umani. Le vittime saranno intercettate attraverso un servizio di Pronto intervento, accolte e messe in protezione, visitate e inserite in un percorso di accoglienza che le porterà gradualmente verso la piena autonomia e il reinserimento sociale. Queste azioni sono l’asse portante del progetto “Es- tratti – La tratta nella città metropolitana milanese.

Faranno parte della rete guidata dal Comune sul territorio metropolitano nove enti, attivi da decenni sul territorio e che hanno condiviso il progetto presentato al Governo: Cooperativa “Lotta contro l’emarginazione”; Associazione Lule Onlus; Cooperativa Sociale Lule; Cooperativa “Farsi Prossimo”; Fondazione San Carlo; Cooperativa Sociale “La Grande Casa”; Cooperativa Sociale Comunità Progetto; Ce.A.S. – Centro Ambrosiano di Solidarietà e Fondazione Somaschi Onlus; Associazione Aquarinto.

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Il fenomeno tratta è illegale e sommerso. Sul territorio metropolitano milanese  le Unità di strada attive nel contrasto allo sfruttamento della prostituzione di alcuni Enti operanti sul territorio metropolitano nel  hanno rilevato attraverso 867 uscite, sia in orario diurno sia notturno, relativi a 2.252 persone di cui 1.124 contattate per la prima volta.Le persone incontrate sono per il 30% nigeriane, per il 60% dell’Europa dell’Est e dell’ex Urss, per il 3% circa sudamericane.

Il progetto vincitore del bando obiettivo il contrasto alla tratta di esseri umani, la messa in protezione delle vittime per sfruttamento sessuale, grave sfruttamento del lavoro, accattonaggio ed economie illegali e la successiva inclusione sociale delle stesse, mediante la costruzione di percorsi individualizzati di protezione e reinserimento sociale. Il progetto prevede diverse aree e tipologie di intervento.

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EMERSIONE
Attività di primo contatto con le popolazioni a rischio di sfruttamento volte alla tutela della salute e all’emersione delle potenziali vittime di tratta, attraverso diversi interventi sia di carattere assistenziale, sia di coordinamento tra istituzioni.

Unità mobili

–     uscite dirune e notturne sul territorio per intercettare potenziali vittime, monitoraggio delle presenze e del fenomeno (Unità mobili territoriali);
–     azioni di prevenzione in collaborazione con Prefettura e Forze dell’Ordine;
–     prevenzione e tutela della salute (interventi di primo soccorso, distribuzione di materiale di profilassi);

–     orientamento, invio e accompagnamento ai servizi socio-sanitari territoriali;
–     mediazione dei conflitti;

–     sensibilizzazione alla conoscenza del fenomeno della tratta e dello sfruttamento nel contesto territoriale di comunità.

Servizi Drop-in e sportelli di ascolto diffusi sul territorio dell’area metropolitana milanese:

–     ascolto, counselling, orientamento;

–     informazione e invio ai servizi socio-sanitari del territorio, orientamento per l’acquisizione dei documenti;

–     consulenza legale;

–     colloqui con mediatori linguistico culturali;

–     valutazione requisiti art.18, valutazione indicatori di tratta e di reale vulnerabilità, orientamento sulla fuoriuscita dallo sfruttamento;
–     invio ai programmi di protezione sociale del territorio art. 18, attivazione programmi di rimpatrio volontario assistito;
–     reperibilità telefonica 24h. su 24 attraverso le strutture di accoglienza per il Pronto Intervento residenziale.

PRIMA ASSISTENZA

Percorsi di protezione sociale immediata e prima assistenza che possono essere di carattere residenziale, semiresidenziale o di presa in carico territoriale. La loro durata è di circa 18 mesi.

– Pronto Intervento: vitto, alloggio, messa in protezione, presenza socio educativa 24 h. su 24, assistenza e accompagnamento primo screening sanitario della persona accolta e visite mediche, attività di mediazione linguistico culturale, raccolta storia per denuncia.

Un mese di ospitalità per persona.

–   Prima Accoglienza: vitto, alloggio, assistenza e accompagnamento per visite ed accertamenti medico/sanitari, sostegno socio educativo, corsi di alfabetizzazione linguistica, mediazione culturale, attivazione richiesta permesso di soggiorno.

–  Seconda Accoglienza: vitto, alloggio, attivazione percorsi scolastici, conoscenza del contesto territoriale, tirocinio professionalizzante e/o attivazione borsa lavoro, sostegno socio-educativo.

–   Terza accoglienza o alloggi verso l’autonomia: Alloggio, presenza socio educativa ridotta. ricerca attiva del lavoro, dell’autonomia abitativa e percorsi di integrazione sociale.

SECONDA ACCOGLIENZA

In quest’Area si contestualizzano interventi ed azioni di sostegno all’integrazione sociale e all’inserimento lavorativo:

–  accompagnamento verso l’ autonomia ed integrazione sociale; corsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana; tirocini e borse lavoro per agevolare l’inserimento lavorativo; motivazione, orientamento ed empowerment; percorsi di sostegno psicologico per la rielaborazione del trauma.

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