CERESOLE REALE – Dopo due anni di attesa è tornata a Ceresole Reale la Royal Ultra Sky Marathon, inserita quest’anno nello Sky Runner World Series categoria Sky Extreme.

Oltre 500 atleti provenienti da 30 nazioni si sono addentrati nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, superando 7 colli e percorrendo le 52,5 Km, per un totale 4287 metri di dislivello in salita.

A tagliare il traguardo per primo Bhim Bahadur Gurung, proveniente dal Nepal; secondo lo svedese Andrè Jonsson con il quale ha duellato fino agli ultimi chilometri quando, all’improvviso, è scattato in avanti per poi concludere con una decina di minuti di vantaggio al traguardo di Ceresole Reale; terzo lo spagnolo Pere Aurell Bovè. Quinto posto femminile, Raffella Miravalle.

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Presente sul posto anche l’assessore regionale allo Sport Giovanni Maria Ferraris, che all’arrivo ha commentato: “Questa competizione ha reso  queste splendide montagne una cornice perfetta per una festa di grande agonismo. La Royal Ultra Sky Marathon contribuisce a far conoscere e apprezzare la fitta rete di sentieri nello scenario del Gran Paradiso, permettendo a sportivi e appassionati di vivere l’incontaminata natura selvaggia che regna nel primo Parco Nazionale d’Italia. Sono molto contento per il quinto posto femminile conquistato dalla nostra guardiaparco Raffaella Miravalle, migliore nel circuito nazionale, che ha dimostrato talento, passione e amore per queste montagne; grande performance di atleti stranieri, un nepalese primo nel maschile e una spagnola prima nel femminile, molto preparati a queste fatiche”.

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Un grande successo anche in termini di pubblico, proveniente da lontano, che stimola a puntare su questi eventi per la valorizzazione del territorio e l’apprezzamento degli atleti sul percorso, tecnicamente perfetto per questo genere di gara internazionale.

“È un importante tassello – ha concluso l’assessore Ferraris – per intraprendere un nuovo percorso che punti a rilanciare un’eredità di natura, paesaggi, montagne che caratterizzano la nostra regione e in particolare la valle Orco. Infatti il rilancio di questa terra parte proprio dalla consapevolezza delle grandi opportunità che ci offre lo sport. Un plauso sincero agli organizzatori, che hanno saputo vedere questo patrimonio naturale con uno sguardo lungimirante, lavorando molto per valorizzarlo. Questo è il Piemonte che amo e in cui mi riconosco: una terra di sport e di passione!”

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