INTERVISTA A NADIR MALIZIA,  AUTORE DEL LIBRO: “VITA SU QUATTRO RUOTE”

Domanda: Il tuo libro a chi prevalentemente si rivolge?
Risposta:
Quando ho deciso di scrivere il libro “vita su quattro ruote” un libro autobiografico, nadir-maliziaho pensato che doveva rivolgersi a tutti, nessuno escluso. Ho cercato di spiegare tematiche come: la disabilità, le malattie rare, l’omosessualità e molto altro, in modo chiaro ma nello stesso tempo semplice senza ipocrisie. Solo la verità. Così ogni lettore leggendo il libro, si potrà fare delle domande ma anche darsi delle risposte che può fare sue. Alla società nel suo complesso ha ancora delle grosse disabilità che in parte a superato ma ancora tanta strada davanti a sé. C’è un passo del mio libro che racchiude il senso dell’ultima parte della risposta “Mi sento un uomo normale, purtroppo vivo in una società disabile che non vuole vedere al di là dei propri occhi”

Domanda: Parli del tuo caso ma cosa vuoi dire, con il tuo racconto, a chi vive con un handicap di qualsiasi tipo?
Risposta: Ritengo sia importante e fondamentale, raccontare la propria storia in prima persona come ho fatto io, mettendomi a disposizione degli altri. Quello che vorrei semplicemente far capire e che: se hai una disabilità di qualsiasi tipo; visiva, motoria, intellettiva. Non deve ostacolare in nessun modo la vita fatta, di progetti, sogni, speranza per migliorare il tuo futuro. Bisogna provare a superare i propri limiti. Avere una disabilità non significa rinunciare ma tirare fuori il meglio di noi stessi. Ogni persona disabile e non ha delle capacità. Facciamo vedere quello che sappiamo fare. Come sostengo da sempre: “siamo tutti uguali con le nostre diversità. Siamo una ricchezza un patrimonio  per l’umanità che nessuno ci porterà via”

Domanda: In una intervista, hai detto di essere disabile e gay aggiungendo poi di non voler ostentare nulla. Ci spieghi meglio?
Risposta: Io sono contento per come sono disabile e gay ma non bisogna “ostentare” in modo eccessivo. Bisogna cercare di entrare nel cuore delle persone in punta di piedi, senza alcuna prepotenza, dimostrando in modo intelligente a loro e alle istituzioni che vogliamo fare rispettare i propri diritti che ad ognuno di noi spetta per avere una vita migliore in tutti campi: dal matrimonio al lavoro etc. Essere gay e  disabile per me  non è mai stato un problema. È tutto il resto che ci circonda ogni giorno che lo fa vivere in modo negativo. Questo lo fanno i mass media a volte o molto spesso le persone. Lo so che qui sarò impopolare per molti. Ad esempio facciamo il caso del gaypride. Da sempre sono stato contrario a questa manifestazione. Se vuoi i tuoi diritti che giustamente ti spettano non serve sfilare come se fosse carnevale questo significa “ostentare”.Così diamo solo un messaggio negativo alla società non ottenendo nulla. Ora mi chiedo: non sarebbe più credibile manifestare vestiti come tutti giorni. Bisogna ricordare indipendentemente da come si è siamo persone, cittadini che fanno parte di una comunità. Così dovrebbe essere quando si parla di disabilità. Far vedere non soltanto le difficoltà che bisogna affrontare ogni giorno ma anche le potenzialità che una persona disabile possiede.

Domanda: Spesso dici che il tuo libro, vorresti che arrivasse nelle scuole. Quale messaggio far arrivare?
Risposta: I motivi che mi hanno portato a scrivere questo libro “vita su quattro ruote” sono molti. Tra questi: portarlo anche nelle scuole, raccontando la mia storia. Credo che sia molto importante che i ragazzi affrontino certi temi: come quello della disabilità. Dobbiamo far diventare loro, un domani degli adulti consapevoli e coscienti che esistono tante realtà differenti che potrebbero incontrare, nel corso della loro vita. Insegnare che ogni diversità è importante. Rendere i ragazzi dei cittadini migliori agli occhi di chi  guarda, senza pregiudizi che al giorno la nostra società né è piena.

Domanda: Ci parli del bisogno d’amore e del sesso e del fatto che i disabili vengono considerati come persone a cui non interessano queste cose?
Risposta: purtroppo nonostante siamo nel 21 secolo, la società ha ancora dei pregiudizi, anche per quanto riguarda i rapporti affettivi di una persona diversamente abile. È ora di finirla con questo bigottismo. Ma chi l’ha detto che non possiamo amare? Siamo uomini e donne come tutti gli altri, nonostante l’orientamento sessuale che una persona ha. Bisogna imparare a conoscere la persona anche sotto questo aspetto. È  una parte fondamentale della nostra vita. Per quanto mi riguarda personalmente non ho mai avuto problemi. Mi è  capitato però sentirmi dire:” ma scusa nella tua condizione come fai a farlo?” Io molto tranquillamente rispondevo:”e tu come fai?” Ecco che qui calava il silenzio assoluto con imbarazzo. Se entrambi le persone si amano le barriere cadono ed ogni ostacolo si può superare.

Domanda: Quali messaggi, in sintesi vuoi ribadire raccontando la tua vita?
Risposta: Nel libro ci sono molti messaggi che ogni lettore può fare suoi. Ma c’è un messaggio unico per tutti gli altri ed è: la vita va vissuto a pieno a 360 gradi. Anche nei momenti più duri, qui si può trarre degli insegnamenti. Se si ha una disabilità non si deve mai dimenticare che abbiamo il più bel dono che la vita. Sorridiamo, siamo felici di ciò che lei ci sta offrendo ora è in futuro. Siamo gli grati ogni giorno.

Domanda: A chi ritieni possa interessare il tuo libro?
Risposta: il libro può interessare a tutti non ha un target specifico. Dalla persona, alla scuola, all’università.

Domanda: Dove possono i nostri lettori acquistare il libro?
Risposta: I vostri lettori possono acquistare/ordinare il libro in vari modi:
In tutte le librerie d’Italia e Feltrinelli;
Nella pagina facebook ufficiale del libro vita su quattro ruote. Dove in oltre mi potete seguire in tutti obiettivo, presentazioni del libro e altro ancora;
Visitando il sito della casa editrice GruppoC1vedizioni. Il sito è www.c1vedizioni.com

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