INTERNO“L’ipotesi che ora siano i Carabinieri, anziché la Polizia, ad assorbire il Corpo Forestale dello Stato, la dice lunga sulla confusione che regna a Palazzo Chigi e sulle reali intenzioni del Governo, che vanno in tutt’altra direzione rispetto alle necessità di garantire al Paese la salvaguardia del patrimonio ambientale e la tutela delle eccellenze agroalimentari”.CORPO FORESTALE (Rid)

A dichiararlo Danilo Scipio, Segretario Generale della Federazione Nazionale Unione Generale Lavoratori Corpo Forestale dello Stato.

Nel giorno in cui il Rapporto Ecomafia 2015 rivela che il giro dei reati ambientali cresce ancora e sfiora i 22 miliardi di euro, il sindacalista lancia l’allarme: “Oltre alle problematiche legate al differente status giuridico tra Forestali – a ordinamento civile – e Carabinieri – a ordinamento militare e addirittura forza armata – sarà difficile conciliare l’organizzazione capillare del Corpo, la cui ossatura è costituita da oltre 1.000 stazioni, con quella più centralizzata dei Carabinieri in materia ambientale, articolata in 3 Gruppi per la Tutela dell’Ambiente (Milano, Roma e Napoli) e 29 Nuclei Operativi Ecologici, senza mettere a repentaglio la professionalità delle Donne e degli Uomini del CFS o il mantenimento del presidio del territorio”.

Si sta perdendo di vista una dato fondamentale ed essenziale per la tutela della natura – continua il sindacalista – il Corpo Forestale dello Stato non svolge soltanto compiti investigativi e repressivi, ma anche di alto valore tecnico e scientifico, peculiarità che andrebbero disperdendosi se non opportunamente coltivate attraverso una piena autonomia operativa e gestionale”.

Il Ministro Madia ha fornito ampie e ripetute dimostrazioni di quanto sia inopportuno che sia proprio il suo dicastero ad occuparsi della riorganizzazione delle forze di polizia. I continui cambiamenti di programma e strategie sul futuro del Corpo Forestale dello Stato ne sono solo l’ulteriore prova – conclude Scipio – Non si abbandoni l’idea del polo ambientale accorpando al CFS polizie provinciali e Corpi Forestali Regionali, perché solo in questa maniera si porterà a compimento un’importante opera di razionalizzazione nonché di potenziamento delle attività di vigilanza ambientale ed agroalimentare”.

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