BRA (CN) – Tra le attività svolte quotidianamente a tutela della spesa pubblica e finalizzate a prevenire e contrastare abusi ed indebite percezioni in danno al bilancio nazionale, rientrano anche gli accertamenti circa la reale sussistenza dei presupposti per la fruizione di indennità erogate per inabilità al lavoro in conseguenza di infortunio.CUNEO GDF (RID)

In tale settore la Compagnia della Guardia di Finanza di Bra ha denunciato alla Procura della Repubblica di Asti, per truffa aggravata ai danni dell’I.N.A.I.L., un cittadino italiano che, da circa 5 anni, percepiva un’indennità temporanea di inabilità al lavoro, erogata a seguito di un infortunio verificatosi nel 2009.

Nel corso di appostamenti e pedinamenti, l’asserito inabile assoluto al lavoro è stato video-ripreso mentre attendeva alle normali attività quotidiane senza alcuna difficoltà o ausilio, ovvero mentre si dedicava alla realizzazione di manufatti in muratura, lavorazioni in ferro o fabbricazione di parti d’impianti a gas per forni. Per svolgere tali attività l’indagato utilizzava disinvoltamente trapano demolitore, sega diamantata, mazza ed incudine, senza l’ausilio delle stampelle con cui si recava, invece, alle visite di controllo.

Sulla scorta degli elementi forniti la Procura della Repubblica di Asti ha disposto l’esecuzione di una perquisizione domiciliare nel corso della quale i Finanzieri hanno rinvenuto e sequestrato, oltre a materiale video/fotografico in formato elettronico utile all’indagine, anche due panetti di hashish, abilmente occultati nella stanza della figlioletta dell’inabile, del peso complesso di circa 90 grammi, sufficienti a confezionare 400 dosi di stupefacente.

Gli Ispettori delle Fiamme Gialle, quindi, in aderenza alle direttive del Corpo indirizzate al contrasto delle truffe nel comparto, oltre a procedere alla segnalazione del soggetto per truffa aggravata, per un ammontare di circa 147.0000 Euro, hanno deferito il soggetto anche per il reato previsto e punito dall’art 73 del D.P.R. 309/90, alla Procura della Repubblica di Asti, che ha convalidato il sequestro dello stupefacente.

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