ALBA – Ha tentato di uccidersi nella sua cella del carcere di Alba. Protagonista, nei giorni scorsi, un detenuto italiano, collaboratore di giustizia.

“Per fortuna l’insano gesto – un tentativo di impiccamento – non è stato consumato per il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari, ma l’ennesimo evento critico accaduto in un carcere-carcere italiano è sintomatico di quali e quanti disagi caratterizzano la quotidianità penitenziaria”, denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, che esprime al poliziotto che ha salvato la vita al detenuto “apprezzamento e l’auspicio che gli venga concessa una ricompensa ministeriale”.

Vicente Santilli, segretario regionale SAPPE del Piemonte, sottolinea che “negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 17mila tentati suicidi ed impedito che quasi 125mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze. Diverse centinaia i casi avvenuti in Piemonte”.

“La situazione nelle carceri resta allarmante. Altro che emergenza superata!”, conclude Capece. “Per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere – come ad Alba – con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici. Ma devono assumersi provvedimenti concreti: non si può lasciare solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria la gestione quotidiana delle costanti criticità delle carceri piemontesi e del Paese tutto”.

 

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