BRA – Il Corpo, nell’ambito delle iniziative assunte a garanzia dell’equità fiscale, ha focalizzato da tempo l’attenzione anche sul settore c.d. “No profit”,GDF BRA

con l’obiettivo di reprimere i fenomeni di evasione ed elusione fiscale posti in essere da enti che utilizzano forme giuridiche associative per mascherare attività che, in realtà, sono di carattere commerciale, beneficiando così indebitamente del regime tributario di favore previsto dall’ordinamento.

Nel comparto la Compagnia di Bra ha recentemente concluso una verifica fiscale nei confronti di una associazione sportiva dilettantistica che è risultata, in realtà, essere una vera e propria società di fatto con finalità esclusivamente commerciali, in quanto operava unicamente come agenzia che ingaggiava hostess e modelle per fiere, mostre, manifestazioni ed eventi vari.

Al termine delle operazioni ispettive i finanzieri braidesi, in ragione delle risultanze emerse dalla documentazione rinvenuta anche sul computer dell’amministratore della ditta, avvalorate dalle dichiarazioni ricevute dal personale appositamente intervistato, hanno contestato all’associazione lo svolgimento di un’attività di impresa di servizi assicurata a mezzo di falsi soci, che anziché operare gratuitamente, con prestazioni di volontariato, veniva retribuito in nero ed impiegato in occasioni, quali sfilate di moda o eventi, che, nulla avevano a che vedere con le attività sportive asseritamente perseguite dall’ente.

Oltre alle sanzioni tributarie derivanti dalla mancata dichiarazione dell’IVA e dei redditi d’impresa conseguiti nel corso dell’attività (evasore totale), in capo al datore di lavoro è scattata la segnalazione alla Direzione Territoriale del Lavoro di Cuneo, all’INPS e all’INAIL per l’applicazione della cosiddetta “maxisanzione”, che nel caso di specie, stante l’elevatissimo numero di collaboratori individuati (oltre 450), oscilla da un minimo di € 745.500 ed un massimo di € 5.964.000.

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