Cuorgnè

CUORGNÈ – Il Sindaco Beppe Pezzetto, durante il consiglio comunale che si è svolto la scorsa settimana, ha voluto portare a conoscenza tutti i consiglieri sullo stato avanzamento lavori relativo alla costituzione della Città Metropolitana, distribuendo un documento di 8 pagine in cui ha provato a sintetizzare alcuni aspetti fondamentali: che cosa sono le Città Metropolitane, quali sono le competenze generali, il territorio che verrà compreso, la rappresentanza e le fasi costitutive dei prossimi mesi.

CuorgnèPezzetto ha inoltre sottolineato il rischio che il territorio canavesano non trovi rappresentanza in questa fase costituente e che non abbia al momento la forza per portare al tavolo elementi strategici, per questo ritiene sia indispensabile quanto prima coordinarsi con i diversi soggetti presenti sul territorio.

«Relativamente all’argomento della Città Metropolitana, – ha affermato il primo cittadino – e come già ho sottolineato nelle opportune sedi, ritengo che uno degli aspetti su cui sia necessario lavorare nelle prossime settimane, sia quello di informare il più possibile i soggetti che saranno tenuti ad esprimere il proprio voto nelle prossime elezioni del Consiglio Metropolitano, quindi tutti gli amministratori (Sindaci/Consiglieri) della “Provincia di Torino”. A prescindere dalle opinioni personali e dalle appartenenze politiche, ritengo che una maggiore conoscenza degli obiettivi e delle regole del gioco che si andranno a definire, possano rendere tutti noi più consapevoli.

Da subito ho ritenuto utile distribuire una serie di slide, che vorrei commentare brevemente, e che fissano alcuni aspetti fondamentali di questa fase “costituente” della Città Metropolitana, per quel che concerne ulteriori approfondimenti, mi farò promotore presso le Istituzioni competenti, affinché si svolga sul nostro territorio un momento di incontro e formazione. Mi preme sottolineare, – ha concluso – che l’ambito omogeneo in cui le nostre amministrazioni sono inserite in questa fase, consta di 51 Comuni e di circa 560 amministratori con diritto di voto, capite quindi come non sia semplice dotarsi di una organizzazione di “territorio”»

1 COMMENTO

  1. Ma scusate, il punto non è spiegare alle persone cosa ha inteso il ministero per territorio metropolitano, il punto è spiegare al ministero competente quale sia il reale territorio metropolitano per ciascuna città italiana interessata. Commutare automaticamente confini provinciali in confini metropolitani è un gesto senza alcun significato, né scientifico (“analisi dello status”) né politico (“aspirazione poetica”). La stessa legge Delrio, del resto, nonostante le sue forti criticità consente una modifica dei confini provinciali ricorrendo alla Costituzione. Il territorio locale può autodeterminarsi (con il coordinamento auspicabilmente regionale) rispettando la facies paesaggistica e socio-economica. Le valli alpine non sono “metropoli”, finirebbero per danneggiare la propria vocazione nell’attribuirsi un marchio simile. E ci perderebbe la stessa metropoli, se non fosse ristretta all’ambito di reale conurbazione, perché sarebbe snaturata nel senso di cittadinanza e complicherebbe la gestione dei servizi sovracomunali.

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