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CUORGNÈ – Il Tar Piemonte ha dato ragione all’Associazione “Promozione Sociale”, U.T.I.M. (Unione per Ia Tutela degli Insufficienti Mentali) e ad U.L.C.E.S. (Unione per la Lotta Contro l’Emarginazione Sociale) sul ricorso presentato contro la deliberazione del Ciss 38, relativa alle linee di indirizzo per le liste d’attesa d’inserimento in strutture semiresidenziali.

ciss-38-manifatturaPoiché il Ciss 38, dopo aver premesso che “a seguito della riduzione dei finanziamenti era impossibile garantire una risposta a tutti coloro che fanno richiesta di prestazioni, anche se rientranti nei livelli essenziali di assistenza (Lea)”, aveva approvato la predisposizione delle liste d’attesa, bloccando di fatto l’accesso al Centro diurno a soggetti con disabilità intellettive gravi, U.T.I.M e U.L.C.E.S avevano fatto ricorso. In un primo tempo (giugno 2012) il Tar aveva sospeso la delibera in oggetto precisando che le prestazioni semiresidenziali per i soggetti adulti con disabilità intellettiva grave «rientrano pacificamente nei Livelli essenziali di assistenza», e che «gli Enti locali coinvolti sono (…) immediatamente tenuti a far fronte ai suddetti oneri (…) essendo stati vincolati ad applicare una disposizione immediatamente precettiva introdotta a tutela di una fascia di popolazione particolarmente debole».

Con questa sentenza, il Tar chiude la questione sottolineando che «gli Enti locali sono tenuti a garantire i relativi servizi, utilizzando tutti gli strumenti a loro disposizione per reperire i necessari fondi, senza che su tale obbligo possano incidere i sempre più pesanti tagli economici».

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