CANTOIRA – Dodici Comuni si sono uniti per creare il “Laboratorio delle Valli – spazio di crescita per i giovani”. Il progetto è stato presentato in conferenza stampa lo scorso sabato 3 gennaio 2026, a Cantoira, ed è stato realizzato, oltre che dalle Amministrazioni, da una rete di partner culturali, sociali ed educativi.
I 12 Comuni che si sono uniti in questa progettualità condivisa, rivolta ai giovani da i 15 ai 34 anni, sono: Ala di Stura, Balme, Cantoira, Ceres, Chialamberto, Groscavallo, Lemie, Mezzenile, Pessinetto, Traves, Usseglio e Viù.
Il progetto è finanziato dalla Regione Piemonte per circa 40mila euro punta a creare percorsi strutturati atti a generare ricadute sulle comunità locali. In particolare il progetto punta a sostenere l’inserimento lavorativo dei giovani e a stimolare partecipazione attiva alla vita del territorio.
Ad aprire i lavori è stata Franca Vivenza, Sindaco di Cantoira, che ha ricostruito la genesi del progetto, nato da un confronto diretto e informale tra amministratori locali: “Abbiamo voluto che questa presentazione fosse collocata nei primi giorni dell’anno come segnale di augurio e di speranza per i nostri territori. L’idea nasce parlando tra sindaci delle difficoltà comuni che viviamo ogni giorno e della complessità di affrontare da soli percorsi progettuali articolati». Una riflessione che ha portato a una scelta condivisa: «Molti di noi avevano analizzato il bando regionale, ma partecipare singolarmente sarebbe stato complicato. Da qui è nata la domanda: perché non provarci insieme? I tempi erano stretti, ma quando c’è volontà politica e capacità di lavorare in modo unitario, i risultati arrivano”.
Il quadro politico e strategico dell’iniziativa è stato delineato da Daniela Majrano, sindaco di Viù e Comune capofila, che ha sottolineato il cambio di approccio alla base del progetto: “Questo progetto non nasce per considerare i giovani come una fragilità del territorio, ma come il suo elemento portante. È un messaggio chiaro: i giovani non sono destinatari passivi, ma protagonisti chiamati a prendersi responsabilità e a costruire il futuro delle Valli”. Majrano ha richiamato anche il valore del lavoro comune maturato negli ultimi anni: “L’esperienza delle Aree Interne ci ha insegnato a superare i confini comunali e a lavorare come territorio. Qui la scuola resta centrale, ma si inserisce in una rete più ampia che coinvolge cultura, sport, sanità, ambiente e memoria storica”.
“Laboratorio delle Valli” si sviluppa come un percorso articolato che intreccia crescita personale, orientamento, partecipazione civica, benessere e cura del territorio. Le attività previste privilegiano modalità laboratoriali e pratiche, distribuite nei diversi Comuni e accessibili a tutti i giovani delle Valli, con l’obiettivo di rafforzare competenze, senso di appartenenza e capacità di incidere concretamente nella vita delle comunità locali.
“Il punto di forza di questo progetto – ha evidenziato Chiara Ferraris, dell’associazione Al Cicapui, – è la capacità di unire il territorio attraverso azioni che coinvolgono le persone in modo autentico. L’impatto non riguarda solo i giovani direttamente coinvolti, ma si estende alle famiglie e all’intera comunità”. L’ente partner accompagnerà i giovani lungo percorsi di orientamento per l’inserimento lavorativo ed accompagnamento agli strumenti e percorsi formativi disponibili per consolidare le competenze acquisite in ambito di artigianato di eccellenza e nuove professioni digitali.
Paolo Cipriano, presidente di CantArteatro, ha presentato un laboratorio culturale pensato per offrire ai giovani una visione completa del lavoro artistico: “Non basta migliorare la tecnica. È fondamentale capire come funziona l’intero percorso, dall’idea alla sostenibilità. Dare strumenti significa rendere le persone autonome e consapevoli”.
Il Comitato Resistenza Colle del Lys, con Nicolò Tassinari e Alberto Borgatta, ha sottolineato il valore della memoria come strumento vivo e attuale: «La memoria non è qualcosa da celebrare una volta all’anno, ma un patrimonio da trasmettere e rendere comprensibile. Conoscere la storia delle nostre montagne significa acquisire strumenti per leggere il presente e orientarsi nelle scelte di oggi». Il percorso accompagnerà i giovani dalla Resistenza vissuta nelle Valli di Lanzo al dopoguerra e alla nascita della Repubblica e della Costituzione, fino a una riflessione sul presente e sulle responsabilità civiche: «Solo partendo da ciò che è stato possiamo costruire una cittadinanza consapevole e uno sguardo responsabile verso il futuro».
Francesca Graneri, per le Valliadi, ha ribadito il valore educativo dello sport come strumento di crescita e comunità: “Lo sport non è solo competizione o risultato. È un linguaggio universale che crea legami, rafforza la fiducia e permette ai giovani di mettersi alla prova in modo sano e consapevole. Nelle Valli di Lanzo rappresenta anche un’occasione concreta per vivere il territorio e sentirsi parte di una comunità”. Il progetto prevede tre fine settimana formativi, tra maggio e luglio, in tre Comuni diversi, Viù, Chialamberto e Balme, dedicati rispettivamente all’arrampicata, al tennis e all’orienteering, oltre al tiro con l’arco e allo yoga, con attività guidate da istruttori qualificati e momenti di condivisione pensati per rafforzare l’aggregazione e il senso di appartenenza.
Dal mondo della scuola, Francesco Minniti, vicepreside dell’Istituto Comprensivo di Ceres, ha evidenziato il valore educativo delle esperienze legate al territorio: “Portare i ragazzi fuori dalle aule, farli incontrare con il territorio in cui vivono e con le persone che lo abitano è fondamentale. La scuola ha il compito di aprire orizzonti e aiutare gli studenti a sentirsi parte attiva della comunità”.
“Lavorare sul benessere, sugli stili di vita e sulla prevenzione – ha dichiarato la dottoressa Clara Occhiena, dell’Asl To4, sul fronte sanitario – significa esserci prima che emergano le difficoltà. È un investimento sulla salute dei giovani e, di conseguenza, sulla qualità della vita dell’intera comunità”.
A chiudere la conferenza è stato Marco Bussone, Presidente Nazionale Uncem, che ha collocato il progetto in una prospettiva più ampia: “Le comunità montane stanno cambiando. Progetti come questo aiutano a governare la trasformazione e a rafforzare il capitale sociale dei territori”.
“Laboratorio delle Valli” non è un progetto isolato, ma un processo condiviso che mette in rete istituzioni, competenze e comunità. Dodici paesi di montagna hanno scelto di assumersi una responsabilità comune e di investire sui giovani come bene collettivo.

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