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PIEMONTE – Crisi del settore produttivo apistico: Aspromiele invia una lettera alla Regione

Nel testo si segnala la situazione di grave e preoccupante difficoltà in cui si trovano le aziende del settore apistico e la richiesta di intervento immediato da parte degli organi regionali

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PIEMONTE – Il settore produttivo apistico è in crisi. A comunicarlo, tramite una lettera inviata alla Regione Piemonte, direttamente indirizzata al Governatore Alberto Cirio, all’Assessore all’Agricoltura e Cibo Marco Protopapa, al Responsabile del settore Agricoltura e Cibo Paolo Balocco e al Responsabile del Settore produzioni agrarie e zootecniche Gianfranco Latino, è Aspromiele, l’Associazione produttori di miele del Piemonte.

“Il settore apistico si trova in grave e preoccupante difficoltà e lo dimostra lo stato dei fatti ed il dramma che vivono centinaia di apicoltori nella nostra regione. Ad una situazione difficile per la sopravvivenza delle aziende causata dal crollo delle produzioni, ad un costo lievitato enormemente negli ultimi tre anni della nutrizione divenuta ormai indispensabile, si è aggiunta una crisi di mercato che non permette di sopravvivere se non indebitandosi fortemente. Il tutto non è imputabile solo al cambiamento climatico ed all’antropizzazione dell’ambiente. La situazione internazionale rende quasi impossibile la tracciabilità del miele contraffatto che invade l’Europa dall’oriente attraverso i paesi in conflitto, ed ancor peggio subiamo l’ingresso sul mercato di vero miele da paesi poveri ad un costo inferiore all’euro per chilogrammo. E questo accade mentre in Italia il costo di produzione varia dai 6 fino a superare i 10 euro per chilo” scrivono il Coordinatore Tecnico di Aspromiele Luca Allais ed il Presidente Enrico Laguzzi.

“La nostra associazione occupandosi anche di anagrafe ha visto ridurre in modo allarmante negli ultimi censimenti il numero degli apicoltori ed il numero degli alveari allevati. Le aziende più grandi non rinnovano i contratti agli operai e qualsiasi idea di investimento è stata abbandonata dalla maggioranza. Abbiamo in corso uno studio economico del settore avviato nel 2019 con la Facoltà di Scienze Agrarie di Torino unitamente ad un questionario per la raccolta ed elaborazione dei dati che sarà in breve terminato, questo ci fornisce un quadro generale molto dettagliato di tutto il comparto apistico. Siamo disponibili ad un incontro per spiegare nel dettaglio la situazione. Siamo grati alla Regione per aver a suo tempo stanziato le risorse ed attivato nel 2023 il bando per l’intervento SRA-ACA18, tuttavia ad oggi non si hanno notizie certe sui tempi di erogazione del contributo, indispensabile per i beneficiari in questo momento particolarmente critico. Con rammarico però evidenziamo che le risorse stanziate sono risultate insufficienti per soddisfare tutte le richieste precludendo il beneficio ad una parte delle aziende. Inoltre siamo stati informati che questo aiuto, già fortemente ritardato rispetto alle necessità concrete di famiglie che non sanno più come tirare avanti, potrebbe arrivare nel secondo trimestre 2024. Nel contesto generale di crisi in cui a livello nazionale si cerca di frenare l’organizzazione di manifestazioni di protesta, vediamo che anche i nostri tecnici non sanno più cosa rispondere alle telefonate disperate e di contestazione da parte dei possessori di partita iva. Nell’immediato siamo a chiedere con urgenza l’attivazione dei pagamenti ed auspichiamo un aumento della dotazione finanziaria al fine di soddisfare le richieste pervenute” concludono.

Ora si attende una risposta da parte degli organi regionali e un aiuto attivo e concreto alla sopravvivenza di centinaia di aziende apistiche piemontesi.

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