FAVRIA – Domenica 21 giugno la borgata Sant’Antonio di Favria ha vissuto la tradizionale festa dedicata alla cappella che rappresenta da oltre due secoli uno dei punti di riferimento della vita comunitaria locale.
La cappella risale infatti al 1810. Prima della sua costruzione, nel corso del Seicento-Settecento, questa zona era conosciuta con il nome di Gardesco. Con l’erezione dell’edificio religioso e la sua dedicazione a Sant’Antonio, la borgata assunse progressivamente il nome con cui è ancora oggi identificata, consolidando una propria identità all’interno del territorio favriese.
La ricorrenza è stata l’occasione per ritrovarsi e condividere un momento che va oltre l’aspetto religioso, diventando espressione di quella coesione sociale che continua a caratterizzare le borgate. In un tempo in cui i rapporti di vicinato rischiano spesso di affievolirsi, queste occasioni rappresentano un importante momento di incontro, di dialogo e di appartenenza alla comunità.
La Santa Messa è stata celebrata dal parroco don Gianni Sabia, che durante l’omelia ha richiamato il significato più profondo della figura di Sant’Antonio. Non soltanto il santo a cui la tradizione popolare si rivolge per ritrovare ciò che si è smarrito, ma anche un esempio di attenzione verso le persone più fragili e di impegno concreto nella vita quotidiana. È stato sottolineato come, accanto alle cose materiali, oggi si rischi spesso di perdere valori fondamentali quali la speranza, la fiducia reciproca e il senso di comunità.
Nel corso della riflessione è stato ricordato anche uno degli insegnamenti più noti di Sant’Antonio, secondo cui alle parole devono seguire le opere. Un messaggio che conserva tutta la sua attualità e che invita ciascuno a tradurre nella vita quotidiana i principi di solidarietà, rispetto e disponibilità verso gli altri. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata all’impegno del santo a favore dei poveri e di chi vive situazioni di difficoltà, un richiamo alla responsabilità collettiva e alla vicinanza verso chi è più vulnerabile.
Al termine della celebrazione si è svolta la tradizionale processione lungo le strade della borgata, alla quale hanno preso parte numerosi residenti e fedeli.
La giornata è poi proseguita con il rinfresco offerto dal comitato della borgata, momento conviviale particolarmente apprezzato che ha consentito ai partecipanti di trascorrere alcune ore in serenità e di rafforzare quei legami umani che costituiscono da sempre il patrimonio più prezioso delle piccole comunità.
La festa di Sant’Antonio ha così rinnovato una tradizione che unisce storia, memoria e partecipazione. Un appuntamento che continua a rappresentare un importante momento di aggregazione per la borgata e che testimonia il valore delle comunità locali nel custodire le proprie radici e nel mantenere vivo quel senso di appartenenza che ancora oggi costituisce una delle ricchezze più autentiche del territorio.
(Giorgio Cortese)
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