FAVRIA – Dopo oltre un secolo ordinato un nuovo Sacerdote: la prima Messa di don Irvin Ottino

Un momento storico per l'intera comunità

FAVRIA – Una giornata destinata a rimanere nella storia della Comunità favriese. Domenica 14 giugno, nella chiesa parrocchiale gremita di fedeli, don Irvin Ottino ha celebrato la sua prima Santa Messa, poche ore dopo l’ordinazione sacerdotale ricevuta nel Duomo di Torino per l’imposizione delle mani del cardinale Roberto Repole sabato 13 giugno.

Nato il 28 luglio 1988, don Irvin Ottino è il primo sacerdote originario di Favria dopo oltre cento anni. Un evento vissuto con profonda emozione dall’intero paese, che si è stretto attorno al novello sacerdote in un clima di festa, preghiera e gratitudine.

Presenti alla celebrazione il signor Parroco Don Gianni Sabia, il Diacono Giorgio Masseria, il Sindaco di Favria, Vittorio Bellone, insieme al Sindaco di Oglianico, Domenico Rolando, accanto alle autorità civili e religiose, ai sacerdoti, ai seminaristi e a una folla di fedeli che hanno voluto condividere un momento considerato storico per l’intera comunità.

Nel saluto del Sindaco rivolto a don Irvin è stato ricordato come Favria attenda da più di un secolo un proprio sacerdote. “Oggi per tutta la nostra comunità è un giorno di festa immensa, di commozione e di profonda gratitudine – è stato sottolineato. – Ti abbiamo visto crescere, abbiamo seguito i tuoi passi e oggi raccogliamo insieme a te questo meraviglioso frutto della grazia”. Un pensiero riconoscente è stato rivolto anche a don Gianni, ringraziato per aver accompagnato e custodito la vocazione del giovane sacerdote con la preghiera, il consiglio e la vicinanza quotidiana.

Particolarmente toccanti anche le parole dello stesso don Gianni, che ha definito l’ordinazione di don Irvin “un dono immenso” per la comunità di Favria, Oglianico e Busano. Ha ricordato l’affetto della famiglia e il sostegno nella preghiera della nonna Cecilia e della zia Lucia, sottolineando come la nascita di una vocazione sacerdotale sia il segno concreto dell’amore di Dio per la comunità. “Ovunque il tuo ministero ti porterà, Favria resterà sempre la tua casa”, ha affermato.

Nell’omelia, don Irvin ha richiamato il Vangelo di Matteo e il tema delle vocazioni, osservando come oggi non vi sia soltanto una crisi delle vocazioni sacerdotali, ma anche una più generale difficoltà ad assumersi impegni duraturi nella vita. Commentando il passo evangelico della messe abbondante e dei pochi operai, ha evidenziato che la risposta indicata da Gesù non è la propaganda, ma la preghiera. “Pregate”, ha ricordato, spiegando come la vera preghiera non sia una semplice ripetizione di formule, ma un affidamento sincero a Dio, capace di trasformare il cuore e di suscitare il bene. Ha quindi concluso con parole semplici e sentite: “Non aggiungo altro, soltanto un semplice grazie a tutti voi”.

Al termine della celebrazione, la festa è proseguita nel salone polivalente favriese, dove la Comunità, i parenti e gli amici di don Irvin si sono ritrovati per un momento conviviale. Per l’occasione è stato allestito un ricco rinfresco, un piacevole connubio tra la tradizionale merenda sinoira piemontese e un buffet in stile americano, particolarmente apprezzato dai presenti. Un meritato ringraziamento è andato ai numerosi volontari che hanno collaborato all’organizzazione dell’evento, contribuendo con impegno, disponibilità e spirito di servizio alla perfetta riuscita di una giornata così speciale per Favria.

Gli applausi che hanno accompagnato la conclusione della prima Santa Messa hanno testimoniato l’affetto e la partecipazione di un’intera Comunità. Favria ritrova oggi un suo sacerdote e guarda con orgoglio al cammino di don Irvin Ottino, affidandolo alla preghiera e accompagnandolo con l’affetto di chi lo ha visto crescere. Per il novello prete si apre ora una nuova missione al servizio della Chiesa; per Favria resta la gioia di una giornata destinata a entrare nella memoria collettiva del paese, un evento atteso da oltre un secolo e vissuto con intensa emozione. Una festa di fede, amicizia e speranza che resterà nel cuore dei favriesi e che segna una pagina importante della storia della Comunità favriese. (Giorgio Cortese)

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