CALUSO – Alla primaria “Giacosa” nasce la “Scuola delle mamme”

Un'iniziativa per insegnare l'italiano alle mamme straniere

CALUSO – Alla primaria “Giuseppe Giacosa” è nata quest’anno la “Scuola delle Mamme”: a idearla sono state alcune docenti, che a titolo volontario offrono qualche ora del proprio tempo libero per dedicarla all’alfabetizzazione delle donne provenienti immigrate in italia.

I Corsi di italiano per stranieri prevedono lezioni all’interno del plesso scolastico, in orario scolastico, indirizzate alle mamme dei bambini che sono iscritti all’Istituto comprensivo.

“Noi maestre siamo partite da una considerazione piuttosto banale – spiega Daniela Mussano, che coordina l’iniziativa – diverse mamme non sono in grado, da sole, di relazionarsi con la scuola per seguire i propri figli. Per molte di loro leggere gli avvisi sul diario può rivelarsi uno scoglio insormontabile. Teniamo conto che le famiglie non di madrelingua italiana iniziano a essere numerose, anche in un centro di ridotte dimensioni come Caluso: un buon 20% dei nostri alunni proviene da famiglie con background migratorio”.

Questo è anche un modo per far sì che queste mamme possano interagire con altre persone al di fuori della cerchia famigliare.

Il progetto, sviluppato da uno sparuto gruppo di insegnanti, è stato accolto con entusiasmo dalla dirigente scolastica, Paola Antonella Bianchetta, che si è adoperata per agevolarne la realizzazione, superando problemi logistici e burocratici. Innanzitutto l’iniziativa è stata presentata in Comune, in quanto “proprietario” del plesso di via Gnavi, e anche lì è stato approvato con gioia, tanto che Mariella Settia, consigliere delegato alla Istruzione e ai Servizi scolastici, già docente di scuola superiore, ha voluto unirsi al gruppo delle volontarie.

Coinvolta l’associazione Nemo di Chivasso, che del tema “inclusione” ha fatto la propria mission, e il progetto è stato avviato.
“Una decina le mamme che hanno risposto positivamente al nostro invito – spiega Mussano – a loro abbiamo riservato un’aula in una posizione strategica, in modo che non si incrociassero con i bambini, per due ore il martedì e due il giovedì. Non c’è obbligo di frequenza, ovviamente: e infatti in alcuni giorni abbiamo il pienone e in altri l’aula è semivuota, dipende da problemi ed esigenze familiari di ciascuna. I livelli di preparazione sono diversi, c’è chi nel suo Paese d’origine aveva studiato e chi è pressoché analfabeta. Siamo partiti dalle basi e cerchiamo di lavorare molto sul pratico, anche in funzione alle loro richieste. Spesso simuliamo momenti di vita quotidiana: la spesa dal panettiere, una visita dal dottore, un viaggio in treno.”

“Con il Cpia, in particolare di Mercenasco, in particolare, collaboriamo attivamente. – Conclude – Ma tramite la scuola è più facile ‘agganciare’ queste mamme; inoltre diverse di loro sono proprio a livello zero, non ancora in grado di seguire le lezioni al Cpia. A quelle che possono, però, proponiamo di iscriversi, anche per poter ottenere una qualifica ufficiale. Ciò che ha colpito le maestre è la facilità all’empatia di queste donne, lo spirito di sorellanza che emerge in modo naturale tra loro: anche se si sono appena conosciute, anche se hanno origini così diverse.”

caluso al giacosa la scuola delle mamme
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