venerdì 27 Gennaio 2023

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RONCO – Dal 27 al 30 dicembre, e dal 2 all’8 gennaio, la mostra “Il Ghiaccio Piccolo” di Enrico Maria Mathis

L’esposizione sarà allestita presso il Centro visitatori “Tradizione e biodiversità in una valle fantastica” del Parco Nazionale Gran Paradiso, e i visitatori potranno ammirarla tra le 10 e le 12.30 e tra le 14.30 e le 18

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RONCO – Sarà visitabile da domani martedì 27 a venerdì 30 dicembre. Un paio di giorni di chiusura a ridosso di Capodanno, e poi la mostra fotografica “Il ghiaccio piccolo” di Enrico Maria Mathis riaprirà i battenti il 2 gennaio 2023 per chiuderli domenica 8. L’esposizione sarà allestita presso il Centro visitatori “Tradizione e biodiversità in una valle fantastica” del Parco Nazionale Gran Paradiso, e i visitatori potranno ammirarla tra le 10 e le 12.30 e tra le 14.30 e le 18 (chi non potesse salire in Val Soana nei giorni di apertura della mostra non perda le speranze: sarà riproposta a Chieri, presso la Libreria della Torre, dal 1° marzo al 30 aprile 2023). «“Il Ghiaccio Piccolo” è il primo progetto a venire alla luce – spiega Mathis – Si tratta di un percorso introspettivo ispirato al ghiaccio che esalta la sensibilità del singolo. Altri progetti sono in arrivo, dove natura, sensibilità artistica e psicologia si intrecciano a creare percorsi di auto-analisi e crescita personale». E uno di questi progetti riguarderà l’altra sua grande passione, oltre alla montagna e alla macchina fotografica: «La chitarra, devo dire, continua ad essere un pezzo importante nella mia vita e spero riuscirò a realizzare presto un piccolo progetto musicale».

«Quando si immagina il ghiaccio, elemento naturale estremo, si immagina un colore monocromo, un “anticolore” che in automatico richiama una sensazione di gelo e disagio – aggiunge Melania Barberis, curatrice dell’esposizione – L’artista fotografo Enrico Maria Mathis fa un passo oltre e riesce con i suoi scatti a catturare particolari meravigliosi ed eccezionali anche in ambienti desolati: attimi di natura che spesso sfuggono all’occhio umano sopraffatto dalla frenesia del nostro tempo. Inoltre, il ghiaccio per sua stessa natura è impermanente: si scioglie, si trasforma e sparisce. Riuscire a cogliere le sue raffigurazioni effimere e reali costituisce una lirica peculiare. Vedere l’insieme di queste immagini porta l’osservatore a cogliere movimenti di linee, forme e colori che mostrano la verità naturale creata dall’acqua offrendo un gioco di chiaroscuri che richiama l’arte astratta. Ci si perde nelle fotografie, rapiti dalle linee e dai giochi di luci e colori, che permettono agli occhi dello spettatore di inoltrarsi nell’immagine, di andare oltre la patina della carta ed entrare in un universo eccezionale e profondo, in cui l’osservatore diventa protagonista nella propria interpretazione dell’opera».

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