venerdì 9 Dicembre 2022

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VAUDA – Coldiretti: nella Riserva deve tornare anche l’agricoltura

“Per il futuro della Riserva della Vauda vogliamo un progetto per il turismo naturalistico che non escluda l’agricoltura”

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VAUDA – Un’area naturale ritrovata ma gestita in modo attivo dagli agricoltori. Coldiretti Torino accoglie con soddisfazione la notizia che presto sarà avviata la bonifica delle zone della Riserva naturale della Vauda che un tempo ospitavano il poligono militare. Importante anche l’annuncio che il Demanio intenderebbe cedere la proprietà alla Regione che, a sua volta, la potrebbe cederla ai Comuni.

I Comuni potrebbero, così, insieme all’ente parco, avviare un grande progetto di fruizione naturalistica per un territorio che potrebbe rivelarsi di forte interesse per il turismo di benessere praticato a piedi, in bicicletta o a cavallo.

«Siamo assolutamente favorevoli a un passaggio dei terreni della Riserva della Vauda dal Demanio ai Comuni – afferma Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino – Siamo anche favorevoli a un rilancio di questa area protetta che potrebbe portare uno sviluppo turistico dolce con un pieno coinvolgimento degli agriturismi e della fattorie didattiche. Ma è fondamentale che la Vauda non rimanga la boscaglia rinselvatichita che osserviamo oggi. La Vauda è sempre stata utilizzata per l’agricoltura prima che fosse interdetta dal Demanio. Vogliamo che, accanto alle aree a bosco, siano ripristinati i campi e i prati dove gli agricoltori possano tornare a coltivare e pascolare gli animali. Pensiamo che la Vauda possa essere oggetto di un progetto di salvaguardia ambientale, fruizione naturalistica e ricreativa in armonia con l’agricoltura, la forestazione e la produzione di prodotti tipici. Gli agricoltori e gli agriturismi del territorio sono disposti a offrire il meglio dell’ospitalità e della ristorazione piemontese, la manutenzione della Riserva accanto alla conduzione dei terreni per un’agricoltura sostenibile e integrata nel parco».

La Vauda, in passato, è stata interessata da un progetto di grande campo fotovoltaico. «Oggi come allora – conclude Mecca Cici – siamo contrari allo spreco di suolo della Vauda per installare pannelli fotovoltaici. Al contrario pensiamo che la convivenza tra spazi naturali e spazi agricoli sia il migliore modo per conservare quest’angolo così peculiare della fascia pedemontana piemontese dove animali, campi, bosco e brughiera hanno sempre costituito un mosaico agronaturale armonioso e dove i contadini e i pastori hanno sempre rappresentato un presidio di rispetto e manutenzione».

© Riproduzione riservata

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