venerdì 12 Agosto 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

MAPPANO – La rabbia di Maurin: «Da sempre favorevole all’autonomia» 

Si susseguono voci infondate sul fatto che sia stata contraria all’istituzione di Mappano comune, anche se la delibera di Consiglio comunale di Borgaro, dimostra che è sempre stata favorevole all’autonomia di Mappano

MAPPANO – È un campagna elettorale tutto sommato corretta quella che si sta svolgendo a Mappano. Certo, non mancano le critiche tra le opposte fazioni, ma fa parte del gioco, e finché il tutto rimane circoscritto alla critica, per quanto dura, la si accetta.

Le cose cambiano quando dalla critica su cosa è stato fatto o non fatto, su cosa è stato fatto bene o male, iniziano a circolare cose non vere. Cose che hanno fatto arrabbiare, e non poco, Marcella Maurin, candidato sindaco per la lista “Insieme per Mappano”: «In questi giorni, non avendo motivazioni concrete, si susseguono voci infondate sul fatto che io sia stata contraria all’istituzione di Mappano comune – ribadisce – La delibera di Consiglio comunale di Borgaro dimostra che la sottoscritta è sempre stata favorevole all’autonomia di Mappano. Di questo ne è consapevole anche il sindaco Grassi che ha avuto la possibilità, negli anni addietro, di incontrare esponenti dell’allora provincia a casa della sottoscritta per definire degli accordi. Mi spiace che tale diceria venga usata per fa campagna elettorale contro di me, non avendo altre motivazioni cui appigliarsi».

La delibera in questione risale al 10 maggio 2017. L’oggetto recita: “Iniziativa legislativa ex art. 75 legge regionale n. 1 del 4 marzo 2005 finalizzata all’abrogazione della legge regionale Piemonte n. 1 del 25 gennaio 2013 Istituzione del Comune di Mappano. In buona sostanza si chiede di cancellare la legge grazie alla quale Mappano poteva diventare Comune autonomo. Alla votazione non partecipano i cinque consiglieri di opposizione, due del Movimento Cinque Stelle e tre del gruppo Latella, che considerano la delibera una presa in giro per i mappanesi e che, pertanto, lasciano l’aula. Si esprimono i soli componenti della maggioranza, dieci in tutto dal momento che quella sera si registrano due assenze. Nove i voti favorevoli all’approvazione della delibera, e quindi all’abrogazione della legge. Uno solo quello contrario: quello di Maurin.

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