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lunedì 20 Settembre 2021
lunedì, Settembre 20, 2021

IVREA – L’Anfiteatro Romano è patrimonio comunale

Per anni si è pensato che fosse di proprietà demaniale

IVREA – È patrimonio comunale, l’Anfiteatro Romano di Ivrea. Dopo attente ricerche è emerso che la convinzione che fosse esclusiva proprietà del demanio è stata smentita.

“Nel 1969, con delibera n.113, – afferma Elisabetta Piccoli, Assessore al Patrimonio – il Consiglio Comunale dava mandato all’Amministrazione di  acquisire gli immobili necessari alla “sistemazione urbanistica della zona dell’Anfiteatro romano”;  nel 1973  si perfezionò un primo acquisto e nel 1980 un secondo.”

Una scoperta che stimola ulteriormente la rivalorizzazione del sito, già inserito nel Progetto di Revisione strategica del patrimonio comunale.

La storia (Fonte Comune di Ivrea)

Sul finire del I sec. d.C. anche Eporedia venne dotata di un anfiteatro, un grande edificio di forma ellittica destinato a ospitare da dieci a quindicimila spettatori, dedicato a i giochi dei gladiatori, agli spettacoli di caccia e alle esecuzioni capitali dei “dannati ad bestias”, ovvero di coloro che erano stati condannati a essere sbranati o dilaniati da bestie feroci.
Il complesso sorse lungo la via per Vercelli, addossato a sud a un poderoso muraglione che aveva la funzione di sostegno per il terreno digradante.
L’edificio venne costruito su un terrapieno arginato interamente dal muro del podio e, verso l’esterno, da una muratura anulare rinforzata da una serie di concamerazioni semicircolari, in parte ancora ben visibili, che servivano a contrastare la spinta del terreno. Alle due estremità dell’asse maggiore si aprivano gli ingressi.
All’interno dell’arena un vano sotterraneo collegato da un corridoio agli ambienti di servizio posti sotto la cavea, serviva a movimentare, con l’aiuto di montacarichi, le attrezzature sceniche e gli animali, mentre un passaggio coperto a volta e pavimentato in laterizi che corre al di sotto del podio collegava i vani di servizio costruiti in corrispondenza dell’asse maggiore. Il muro del podio culminava in una lunga transenna decorata da lastre in bronzo ornate da grosse borchie a rilievo.
A ridosso delle murature anulari ancora oggi sono visibili tratti delle strutture di una antica villa demolita per far posto all’anfiteatro. Sorta verso la fine del I sec. a.C. subito fuori città e più volte ristrutturata nel corso di circa un secolo, la dimora signorile aveva diverse stanze decorate da affreschi, i più recenti dei quali datano tra il 50 e il 70 d. C.

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