lunedì 14 Giugno 2021
lunedì, Giugno 14, 2021
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RIVAROLO CANAVESE – Il Castello Malgrà riapre con “Cesnola”

 L'esposizione, intitolata “Sinceramente Vostro, Luigi Palma di Cesnola, un Rivarolese tra Cipro e New York”

RIVAROLO CANAVESE – Sabato 26 giugno alle 17, l’Associazione Amici del Castello Malgrà riaprirà l’antico maniero con l’inaugurazione della mostra che come sempre accompagna l’apertura, quest’anno dedicata al conte Luigi Palma di Cesnola, primo direttore del Metropolitan Museum di New York, che emigrò in America dopo aver combattuto nelle guerre del Risorgimento italiano.

L’esposizione, intitolata “Sinceramente Vostro, Luigi Palma di Cesnola, un Rivarolese tra Cipro e New York”, vuole proporre anche attraverso materiali inediti  provenienti da archivi di famiglia, la “rivarolesità” del  Cesnola a cominciare  dal ritratto eseguito da George Henry Story, datato intorno al 1900,e conservato oggi nell’ufficio del sindaco di Rivarolo, dopo il fortunoso rinvenimento avvenuto nel 2005 ad opera del professor  Riccardo Poletto: la tela era stata depositata nel solaio dell’asilo infantile Maurizio Farina, l’asilo visitato da Palma di Cesnola prima del suo ritorno a Cipro. Nessuno seppe spiegare come  il quadro dell’ufficiale-archeologo fosse finito fra banchi e armadi dismessi, registri della contabilità, foto di bambini ingiallite dal tempo. Il ritratto del concittadino forse più illustre che Rivarolo può vantare, venne subito esposto nella biblioteca comunale che, scherzo del destino, si trova proprio in via Luigi Palma di Cesnola. Ad “adottare” il ritratto di Palma di Cesnola  fu Giuliana Bausano, presidente dell’Inner Wheel dell’Alto Canavese, che ne sponsorizzò il restauro, facendo quindi sistemare il quadro nell’ufficio del sindaco di Rivarolo.

Accanto alla mostra (resterà aperta fino al 10 ottobre, visitabile dal 27 giugno dalle 15 alle 19) che racconta la vita avventurosa di questo “canavesano testardo e cocciuto” come lo descrivevano gli americani, sono previsti una serie di eventi collaterali come conferenze, concerti, laboratori didattici.

La mostra di Rivarolo “incrocia” quella promossa dai Musei Reali che si apre il 29 giugno, dal titolo “Cipro. Crocevia delle civiltà”  che presenta reperti archeologici trovati negli scavi condotti dallo stesso Luigi Palma di Cesnola durante gli anni trascorsi nell’isola come diplomatico.

 Oltre alla mostra, si potrà visitare, per tutto il periodo di apertura, il Castello con le visite guidate a cura degli Amici del Castello Malgrà.

Il conte Luigi Palma di Cesnola nacque a Rivarolo Canavese (in provincia di Torino) il 28 giugno del 1832 un’antica nobile famiglia piemontese. Suo padre Maurizio Palma di Cesnola e, con un ruolo di particolare rilevanza, suo zio Alerino Palma di Cesnola erano stati implicati come aderenti alla Carboneria nei moti rivoluzionari del 1821. Nel 1832 il conte Maurizio sposò la nobildonna Eugenia Ricca di Castelvecchio. La coppia ebbe numerosa prole. Fratello minore di Luigi fu Alessandro Palma di Cesnola, il quale rimase sempre in stretto contatto con il fratello, condividendone la passione militare e poi quella archeologica.

Nel 1848, a soli quindici anni, Luigi andò volontario a combattere per la prima guerra d’indipendenza, facendosi già notare nell’assedio di Peschiera. Il 23 marzo 1849, nella battaglia di Novara, venne promosso sul campo sottotenente, divenendo così il più giovane ufficiale dell’esercito sabaudo. Nel 1851 si diplomò alla scuola militare di Cherasco con il grado di capitano, ma nell’ottobre 1854, a causa di un episodio poco chiaro, un debito rivendicato da usurai ai quali il giovane non volle cedere, venne congedato. Allo scoppio della guerra di Crimea, tentò invano di farsi riammettere in servizio, rivolgendosi direttamente al generale Alfonso La Marmora. Alla fine riuscì a prendere parte alla guerra solo arruolandosi in un reparto di soldati turchi alle dipendenze dell’esercito britannico, come aiutante di campo dell’esule siciliano, generale Enrico Fardella.

Nel 1858 lasciò il Piemonte per gli Stati Uniti. I primi anni furono i più duri. Stabilitosi a New York, si guadagnò dapprima da vivere copiando musica e offrendo lezioni private di italiano e francese. Nel febbraio 1861 sposò una sua studentessa, Mary Isabel Reid, figlia di Samuel Chester Reid, eroe della guerra anglo-americana del 1812; Mary Isabel restò al suo fianco per tutta la sua vita. Allo scoppio della guerra di Secessione e su consiglio della moglie, fondò nel marzo 1861 una scuola privata militare per giovani ufficiali, dove preparò oltre 700 reclute.

 Nel 1862 è arruolato nell’esercito dell’Unione col grado di Maggiore Partecipò ai primi scontri, ma finì anche agli arresti per il suo carattere indipendente verso i superiori; alla fine per la sua audacia nella battaglia di Aldie (17 giugno 1863) fu insignito nel 1897 della Medal of Honor. Fatto prigioniero in quell’occasione ritornò dal campo di prigionia di Libby dopo nove mesi grazie a uno scambio di prigionieri. Riprese i combattimenti e venne promosso brigadiere generale a capo del 4° New York Cavalry Regiment. Fu coinvolto in episodi che ne aumentarono la fama ma lo esposero anche a critiche, tra cui l’accusa di aver aperto il fuoco contro unità amiche. Alla fine fu congedato. In seguito, Cesnola si autonominò generale, raccontando che fu lo stesso presidente Abramo Lincoln a nominarlo tale pochi giorni prima di morire.

Come eroe di guerra fu nominato console degli Stati Uniti a Cipro nel 1865, si trasferì a Larnaca nel Natale di quell’anno, dedicandosi subito alla sua seconda grande passione dopo l’arte militare, l’archeologia, e svolgendo ben 11 anni di scavi che lo portarono al rinvenimento di numerosi reperti di arte fenicia, assira, egizia, greca e romana. Nel 1870, con la collaborazione di un archeologo dell’Ermitage di San Pietroburgo, realizzò un catalogo scientifico di ben 7000 reperti, buona parte dei quali andrà perduto in un naufragio sulla costa di Beirut. L’8 gennaio 1871 annunciò all’accademia delle Scienze di Torino la scoperta del tempio di Afrodite a Colgoi dopo aver donato alla stessa accademia circa 200 reperti ciprioti che si aggiungono a quelli raccolti da Marcello Cerruti, console del Regno di Sardegna.

Nel 1872 il costituendo Metropolitan Museum di New York acquistò un primo nucleo di reperti ciprioti. Molti altri reperti verranno acquistati o donati allo stesso museo negli anni successivi, tanto che varranno all’instancabile archeologo la nomina a membro perpetuo del Metropolitan Museum. Nel 1873 fece nominare il fratello Alessandro Palma di Cesnola viceconsole degli Stati Uniti a Pafo (Cipro) per aiutarlo negli scavi archeologici. Luigi intanto curava l’esposizione dei reperti acquistati dal MET, tornando poi a Cipro con un contratto per nuovi scavi.

Nel 1877 Cesnola terminò l’incarico diplomatico a Cipro e fu nominato segretario del Trust del MET. Il fratello Alessandro donò alla Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti circa 300 reperti che, con le donazioni precedenti, vennero accolti presso il Museo delle Antichità della Regia Università di Torino. Nel 1879 Luigi diventò il primo direttore del MET, ne curò l’allestimento nella nuova sede e conservò la carica fino alla morte. Nel 1881, si stabilì stabilmente a New York, venne nominato socio dell’Accademia delle Scienze di Torino, ed il fratello Alessandro socio onorario del Circolo degli Artisti della stessa città. Tra il 1885 e il 1903 curò l’edizione dei preziosi cataloghi, in tre volumi, dei MET. Max Ohnefasch, archeologo che lavorerà a lungo al Museo di Cipro critica duramente i metodi di Luigi Palma, in particolare scavi e restauri. Nei suoi 25 anni come direttore del MET, Cesnola si dimostrò comunque abile amministratore e organizzatore, gettando le basi delle ricchissime collezioni d’arte del Museo, acquisendo quadri dei più grandi artisti.

Luigi Palma di Cesnola morì a New York il 20 novembre 1904. I suoi funerali, il 23 novembre 1904, nella chiesa cattedrale di St. Patrick attrassero più di 2000 persone.. Il 28 settembre di quell’anno una lapide era stata predisposta in suo onore nel nativo paese di Rivarolo; la cerimonia ufficiale di inaugurazione prevista per il 19 dicembre si trasformò così in una cerimonia commemorativa. Il discorso pronunciato in quella occasione dall’amico Gioachino Toesca di Castellazzo costituisce un prezioso documento alla ricostruzione della sua biografia.

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