venerdì 25 Giugno 2021
venerdì, Giugno 25, 2021
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TORINO – Eseguite10 misure cautelari per estorsione, detenzione e spaccio di droga

Le piazze di spaccio erano nella bassa Val Susa, in particolare nei comuni di Borgone di Susa, Sant’Antonino di Susa e Rivoli

TORINO – Sono in corso in provincia di Torino, dalle prime ore dell’alba, gli arresti di 10 persone, ritenute responsabili di concorso in estorsione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Oltre 80 i carabinieri del Comando Provinciale di Torino impegnati nell’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Gip del capoluogo piemontese su richiesta del Gruppo criminalità organizzata comune e sicurezza urbana della locale Procura della Repubblica.


L’indagine, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Susa tra giugno e novembre 2020, ha consentito di individuare tre distinte piazze di spaccio di hashish e marijuana nella bassa Val Susa, in particolare nei comuni di Borgone di Susa, Sant’Antonino di Susa e Rivoli. Lo stupefacente veniva procurato da fornitori residenti nella città di Torino. È stata fatta luce anche sui metodi messi in atto da alcuni componenti del gruppo criminale per estorcere denaro a vari acquirenti morosi.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati già arrestati in flagranza 5 pusher e sequestrati complessivamente 11 kg di hashish e 3 kg di marjuana.

AGGIORNAMENTO – Nel corso di 1 delle 30 perquisizioni eseguite contestualmente agli arresti questa mattina, i carabinieri hanno altresì arrestato, un italiano di 35 anni al quale i militari dell’Arma hanno sequestrato, grazie al fiuto del cane antidroga, 250 g di droga, tra marijuana hashish e ketamina, nascosti nel tinello della cucina.

La droga veniva smerciata al dettaglio da diversi spacciatori direttamente dalle loro abitazioni ed i clienti raggiungevano i luoghi d’incontro per l’acquisto con il taxi, in modo da non essere controllati dai carabinieri durante il periodo di lockdown. Proprio a causa delle restrizioni imposte dal covid ed al conseguente maggiore rischio corso dai pusher il prezzo della droga era aumentato anche del triplo, tanto che gli acquirenti nelle conversazioni intercettate dagli investigatori dell’Arma, pur comprendendone le motivazioni, si lamentano dell’eccessivo aumento del costo dello stupefacente.

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