sabato 10 Aprile 2021

LA GASTROENTEROLOGA RITA MONTERUBBIANESI E LE PROBLEMATICHE DELLO STOMACO

Da sempre ho a cuore, insieme al benessere psicofisico anche l’alimentazione sana e corretta perché credo fermamente che la nostra salute mentale e fisica dipenda anche da quello che mangiamo e quanto mangiamo.
Qualcuno definisce gli esseri umani come delle macchine in cui il motore deve funzionare, altrimenti la macchina non cammina.
Parto, prima di iniziare questa bella chiacchierata con una nota Professionista, con il racconto di una mia zia che curava solo le apparenze, tutto doveva sembrare, l’essenza non le interessava, al punto da arrivare a dire: “Quello che mangiamo non si vede, tanto vale non perderci tempo, qualunque cosa ci garantisca la sopravvivenza, va bene!”
Ed infatti, una donna che non ha cura della propria alimentazione, non ha cura di sé stessa perché non tiene conto dei valori nutrizionali, delle giuste quantità e della genuinità del cibo, ecco quali sono le classiche persone che mangiano qualsiasi cosa, magari cibi pronti molto spesso, a discapito della propria salute.
Ecco perché voglio qui fare qualche domanda all’impegnatissima Dottoressa Rita Monterubbianesi, Gastroenterologa presso l’Ospedale San Camillo di Roma.

Domanda: Dottoressa, a lei, il compito di presentarsi ai lettori del giornale.
Risposta: Come ha già detto, sono gastroenterologa, mi occupo delle diverse patologie dello stomaco, dalla gastrite, alla sindrome dell’intestino irritabile, al dolore addominale, ed altre patologie. In più, mi occupo di Nutrizione clinica.

Domanda: So, anzi, in molti sappiamo della sua attività relativa alla Nutrizione, ma qui, vorrei spendere qualche parola soprattutto sull’attività ospedaliera come Gastroenterologa.
Risposta: Per sintetizzare al massimo, posso dire che mi occupo di malattie croniche intestinali.

Domanda: Quante sono le persone con problemi di stomaco?
Risposta: Sono tante. Poi, nel periodo da pandemia Covid, lo sono ancora di più. Lo stomaco risente molto dei problemi psicologici di questo periodo. Anche lo stesso abuso dei farmaci porta lo stomaco a soffrire. Le patologie dello stomaco non vanno sottovalutate nemmeno in questo particolare periodo.

Domanda: Facciamo qualche precisazione su alcune malattie dello stomaco?
Risposta: Ci sono le patologie da reflusso gastroesofageo, molto comune. Le patologie del basso intestino, del colon, ad esempio. Ma, vorrei precisare che ci sono patologie organiche e quelle legate ad emotività, all’uso di farmaci o a scarso movimento.

Domanda: Dottoressa, le persone ostinate, rigide, silenziose, quelle che trattengono dentro sentimenti di rabbia o comunque non positivi, possono arrivare a soffrire di stomaco?
Risposta: Certo, si parla in questi casi di somatizzazione. Alla lunga, si può arrivare ad una iperproduzione di cortisolo. Considerando poi che l’intestino influenza il cervello  e viceversa perché esiste uno stretto rapporto tra i due.
Meglio dunque sfogarsi, sicuramente si vive meglio, più leggeri e si evitano gastriti, coliti, ecc.

Domanda: Cosa può dirci sul modo di mangiare di tutti noi?
Risposta: Che non tutti mangiano tenendo conto della qualità e quantità. Poi, in pochi pensano al problema dei cibi con troppi conservanti.

Domanda: Dunque, Dottoressa, è chiaro che lei attribuisce una grande importanza all’alimentazione.
Risposta: Il potere dell’alimentazione è forte, è un modo economico di curarsi e pensare a sé stessi, alla famiglia e al benessere.
Manca un’ educazione in ambito alimentare ma, di questo, mi occupo quando faccio attività privata.

Domanda: È stupendo conoscere una Gastroenterologa che parla anche di corretta alimentazione, non è da tutti.
Risposta: Ma anche come gastroenterologa, più che prescrivere farmaci, preferisco dare una dieta che insegna a mangiare. È una sana abitudine ma anche una forma mentis, si dovrebbe istruire la popolazione sul mangiare bene, per vivere bene.
Ma la fretta, la pubblicità, confondono le persone che credono di far bene mangiando qualsiasi cosa venga loro proposta.

Domanda: Ci sono molte persone che hanno l’alito cattivo, da cosa può dipendere?
Risposta: Dalla cattiva digestione, spesso rimangono nello stomaco cibi pesanti. Non di rado, è l’intestino che non funziona bene. Dipende molto dai batteri buoni che sono nostri alleati.

Domanda: Un pensiero positivo, come bella e positiva è lei, Dottoressa, per incoraggiare i lettori del Giornale.
Risposta: “La cura di sé stessi e lo stile di vita corretto (alimentazione, attività fisica, sonno), volersi bene nel senso di tenere a noi stessi, valgono più di mille medicine!”

urbanlungo

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