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sabato 18 Settembre 2021
sabato, Settembre 18, 2021

Intervista a Mario Civetta, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma

di Alessandra Hropich scrittrice per Bibliotheka Edizioni e You Can Print

Alessandra Hropich incontra per i lettori di ObiettivoNews il dottor Mario Civetta, Presidente
dell’Ordine dei dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma, in carica dal 2013 ed è attualmente al suo secondo mandato.

Domanda: Presidente Civetta, nei giorni scorsi si sono chiusi gli stati generali del Governo italiano a Roma. Come giudica gli interventi previsti per la ripresa dell’ economia italiana?
Risposta: Il discorso è che gli interventi proposti sono ottimi sulla carta, giusti certo ma ancora non sono applicabili come sembrano. Ad esempio, tanti pensano che le ristrutturazioni edilizie di recupero del 110% siano fruibili con semplicità.
Poi però in molti non sanno che bisogna fare delle ristrutturazioni quasi impossibili, ci si capisce molto poco, data l’ entità e la natura complessa delle richieste per usufruire del vantaggio fiscale.
Nella forma, ogni misura sembra buona ma molte sono misure solo enunciate, manca il senso pratico.

Domanda: Insomma, possiamo dire: “Tanto rumore per nulla?”
Risposta: Le dico soltanto che i cittadini vorrebbero, per esempio, tre misure ma concrete, non ne servono duemila poi inapplicabili nella sostanza. L’Irap, ne cito una, è una misura vera che vale per tutti, pratica. Servirebbe investire su tre idee vere e non su enunciazioni che sembrano più degli slogan.

Domanda: Dunque, Presidente, ci faccia un altro esempio concreto di queste misure di cui parla.
Risposta: La misura della cassa integrazione, direi ottima ma ci sono lavoratori che non hanno ancora preso soldi.
Dobbiamo sbracciarsi, ripartire e non fornire risposte meramente assistenzialistiche.
Per intenderci, il paese non riparte con il reddito di cittadinanza.

Domanda: Ho letto che l’ evasione è un grosso problema che si riflette anche sulla sanità pubblica.
Risposta: L’evasione taglia risorse anche alla sanità e si è capito molto bene, è venuto dunque alla luce proprio nel momento della pandemia.
Le dico che, l’ Isee, ad esempio, è giusto ma se i dati forniti sono fasulli, le dichiarazioni sono fasulle, tutto il sistema diventa non credibile.
Ci sono persone con doppio lavoro non dichiarato ed artigiani che invece, pagando tutto, sono pesantemente svantaggiati.

Domanda: Quale soluzione propone lei per contrastare l’ evasione?
Risposta: Sarò impopolare ma ritengo che la tracciabilità serve a tenere tutto in ordine, non dispiace a chi non nulla da nascondere, dunque perché vederla di cattivo occhio?

Domanda: In qualità di Commercialista, che consiglio darebbe ad un’ azienda Sua cliente in questa fase di criticità economica?
Risposta: Le premetto che, in questa fase, sia le Aziende che gli Studi hanno potuto capire dove si è sbagliato, quali mercati aggredire.
Il mio consiglio è quello di non fermarsi e di non guardarsi indietro.
L’ economia ripartirà, certo il settore turistico è stato pesantemente colpito ma si potrebbe ripartire e riprendere anche meglio di prima.
Tutti gli imprenditori pensano di ripartire, c’è stato un blocco ma dobbiamo rimboccarci le maniche, abbiamo lavorato in molti da casa abituandoci persino ma non è la fine del mondo.
Del resto, ci siamo preoccupati delle partite di calcio ma gli esami dei ragazzi che vanno a scuola sono stati problematici, questo è lo specchio del paese. Certo, ci sono interessi economici da salvaguardare.

Domanda: Cosa ne pensa del modello organizzativo di rete tra professionisti?
Risposta: È molto utile fare sinergia per gli studi tradizionali. Certo la piccola impresa chiede le stesse cose, l’ impresa media chiede cose più sofisticate. Una impresa media o grande necessita di uno studio con Commercialista, Avvocato, Ingegnere, ecc.

Domanda: Quindi, un Commercialista oggi che vuole essere contattato da aziende piuttosto importanti, deve avere uno studio strutturato?
Risposta: Esistono studi multidisciplinari per servire aziende più importanti e per essere al passo con i tempi.
Del resto, come avrà notato, le attività troppo piccole sono scomparse e il commercialista avrebbe difficoltà a seguirle.

Domanda: Che tipo di contribuito avete dato con messaggi mirati visto il periodo?
Ovvero avete fatto convegni e attività congressuali, come Ordine dei commercialisti, utili per dare i giusti messaggi dei Commercialisti stessi al paese?
Risposta: Vorrei chiarire che l’Ordine dei Commercialisti è un Ente pubblico e tutela l’immagine degli iscritti sostenendoli.
Abbiamo sempre fatto formazione in aula e a distanza. Nel periodo del Covid abbiamo fatto convegni via web per i nostri iscritti. E debbo dire che, i nostri iscritti hanno reagito bene a questo periodo di smart working. La maggior parte dei Commercialisti lavorava da remoto senza problemi.

Domanda: Presidente, cosa chiederebbe al Governo?
Risposta: Sicuramente chiederei aiuti per i professionisti in difficoltà e una maggiore concertazione dei provvedimenti. Non serve rinviare le scadenze, servono regole chiare.
Noi potremmo dare un contributo all’ evasione.
La fatturazione elettronica ha prodotto buoni risultati, la tracciabilità sarebbe il massimo ma, debbo dire che, l’ idea di ridurre l’ uso del contante non ha raccolto un grande entusiasmo.

Domanda: Ci lasci comunque con un augurio.
Risposta: Il mio auspicio è che non vi sia, tra settembre e ottobre una ricaduta
dell’ epidemia. Gli italiani comunque hanno reagito bene.
Un augurio ma anche un mio desiderio è quello di non pensare all’Europa, allo Stato, sta a noi ripartire. Prendiamola almeno come un’ occasione per riprendere tutti.

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