mercoledì 21 Aprile 2021

CANAVESE – C’è “volontario” e “volontario”

Il volontariato si fa con il cuore e non con i "selfie"

CANAVESE – Riceviamo da un lettore e pubblichiamo:


«Coronavirus, Covid-19, pandemia, #restateacasa, queste sono le parole che in questo momento si leggono maggiormente su tutte le tesate giornalistiche, sui social ed è l’unico discorso che si fa quando si parla. In un mondo globalizzato, si perchè in questo momento siamo tutti uguali, ricchi e poveri, italiani e americani, chi è di destra e chi è di sinistra, questo virus non guarda in faccia nessuno.

Ed è in questo complicato momento che si scopre, invece il vero italiano, o meglio il volontario italiano, quello che ha sempre dedicato ore della propria vita agli altri senza chiedere nulla in cambio, senza medaglie o altro. In questi giorni ho conosciuto tanta gente con un cuore d’oro che “rischiando”, si rischiando la propria vita, si è messa in gioco per portare la spesa, medicinali e beni di primo consumo ai più bisognosi, persone silenziose, fuori da ogni contesto social quasi dei fantasmi che hanno fatto il loro lavoro di volontariato, donando un sorriso a chi chiuso in casa non ha alcun contatto con il mondo esterno, un buongiorno e una frase solo per far capire a chi è più impaurito in questo momento, e parlo delle persone anziane e con problemi, che tutto andrà bene e che tutto finirà nel migliore dei modi.

Sono loro i veri angeli silenziosi, i nostri eroi senza volto e senza nome, persone che aiutano persone senza voler niente in cambio. Non me ne vogliano tutte le categorie, dottori, infermieri, forze dell’ordine, commessi dei supermercati (e se mi sono dimenticato qualcuno, chiedo scusa), ma in fondo il medico, ha scelto di fare il medico, per il suo operato viene retribuito (poco o tanto non spetta me dirlo), come tutti gli altri operatori di questa grande Italia. Ma il volontario la vera macchina che fa andare avanti questa nostra Italia al momento malconcia, lui lo fa solo per passione…… o quasi. Quasi? Si perchè in questo momento l’azione più bassa e meschina è farsi una foto e postarla sui social mentre si fa del bene come volontario. Mi dispiace dirlo, ma per questa piccola comunità di “Volontari per farsi vedere” non ho alcun rispetto, penso che non ci sia niente di più sbagliato che mostrarsi belli durante un servizio che nessuno ti ha obbligato a fare solo per ricevere due “mi piace” o per far sentire chi per un motivo o un altro non può farlo, una persona meno importante.

Vi prego, fate tutto il volontariato che volete, ma per favore, tenetelo per voi e non riempiteci le pagine con “ho portato aiuto a chi ne aveva bisogno” con foto con mascherina (c’è gente che a oggi ne è ancora sprovvista) tanto manco si vede chi sei… ah dimenticavo nel post per sicurezza metti il nome! Scusate lo sfogo ma vedo tutti i giorni volontari, come per esempio, quelli della Banca del Tempo del Canavese che operano giornalmente per dare sostegno a chi ha più bisogno, senza postare foto del loro operato, volontari silenziosi che va tutto il mio rispetto e un grazie immenso per quello che fanno.

Perchè ricordiamoci che questo non è il momento di farsi belli ma è quello di rimboccarsi le maniche e provare a combattere un nemico invisibile ma letale, la pubblicità personale facciamola in tempi di pace, adesso siamo tutti in guerra uniti contro un nemico che neanche vediamo ma ha messo i ginocchio tutto il mondo.»

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