sabato 24 Luglio 2021
sabato, Luglio 24, 2021
spot_img

TORINO – Preparavano l’assalto ad un portavalori, colpo sventato (VIDEO)

Fermato uno dei tre, gli altri due si sono dati alla fuga; sequestrati fucili e chiodi a tre punte

TORINO – Una gazzella dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Torino in servizio ieri nel quartiere cittadino “Parella” ha incrociato una Fiat 500 con a bordo due persone, il cui sguardo ed atteggiamento ha insospettito non poco il capo equipaggio, che ha deciso così di procedere ad un controllo.

I miliari, quindi, dopo aver raggiunto l’autovettura. seguita a brevissima distanza anche da un’Alfa Romeo Giulietta con un solo individuo alla guida, ha intimato l’alt con i dispositivi sonori e luminosi in dotazione. Improvvisamente, però, entrambe le auto hanno accelerato bruscamente senza fermarsi. La corsa a tre a folle velocità è iniziata nel capoluogo piemontese ed è terminata nella vicina Collegno, dove l’abilità del Carabiniere autista ha consentito di stringere a bordo corsia i due mezzi in fuga.

I tre sospettati (2 a bordo della fiat 500 e 1 della Giulietta) si sono dati a gambe elevate nei campi limitrofi, inseguiti a piedi dai militari che sono riusciti a bloccare solo il conducente Giulietta, un 27enne di San Severo (FG) già noto alle forze di polizia che già indossava un giubbetto antiproiettile, uno scaldacollo e guanti e aveva in tasca varie cartucce calibro 12. La successiva perquisizione della Fiat 500 ha permesso di trovare un arsenale pronto all’uso sul sedile posteriore : 2 pericolosi fucili a pompa, cal. 12 (1 Bernardelli rubato a Fermo nel mese di giugno 2015 e 1 Hawk Industries China, di fabbricazione clandestina, entrambi muniti di caricatore con 5 colpi di cui 1 in canna), un terzo fucile automatico Beretta cal. 12, munito di caricatore 5 colpi di cui 1 in canna (intestato a una persona deceduta), nonché un centinaio di chiodi a tre punte.

Sequestrate le due auto, entrambe con targhe clonate, delle quali la Fiat 500 è anche risultata rubata nel centro storico di Torino il 29 febbraio scorso. Le indagini proseguono per catturare i complici, verificare se le armi, inviate al RIS di Parma, siano state utilizzate in altri episodi delittuosi, nonché individuare l’obiettivo della banda.

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img