martedì 22 Giugno 2021
martedì, Giugno 22, 2021
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TORINO – Il sogno della N.I.D.A di realizzare una Cittadella dello Sport, si sta avverando (FOTO E VIDEO)

Inaugurata l'illuminazione dei nuovi campi di calcio a 5

TORINO – Una domenica all’insegna dello sport e della solidarietà ma sopratutto dell’Amicizia. Si proprio con la A in maiuscolo, quella della Nazionale dell’Amicizia, nata con un solo obiettivo, quello di girare l’Italia con lo scopo di sensibilizzare la gente ad aiutare i bambini in difficoltà.

Ieri pomeriggio, in occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’illuminazione dei nuovi campi di calcio a 5 si iniziano ad intravvedere i frutti del progetto che la N.I.D.A, Nazionale Italiana dell’Amicizia, un gruppo di ragazzi con il cuore buono, sta vedendo realizzarsi, ovvero la “Cittadella dello Sport”. Il sogno della nuova sede in corso di realizzazione della Onlus in via degli Ulivi 11, quartiere Falchera di Torino, dopo aver ricevuto dalla Città, tramite una concessione trentennale, il compito di rendere nuovamente agibili le strutture già esistenti e di promuovere la pratica di vari sport per i bambini e i ragazzi disabili, sta diventando realtà.

La cerimonia di illuminazione, che ha visto scendere in campo tante squadre per la “Champions League della Solidarietà” ricevendo il plauso dal primo cittadino di Torino Chiara Appendino, dall’assessore all’Ambiente Alberto Unia e dalla Nazionale dei Sacerdoti, quest’ultima ha donato alla Onlus 3.036 euro per la realizzazione della struttura, che sarà intitolata alla memoria di Stefania Fiorentino e della piccola Bea Naso: “ Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per poter portare avanti questo centro sportivo che sorge sui 38mila metri quadrati e ridarà vita alla Falchera – spiega Galliano – sorgeranno ben sette campi da calcio e calcetto, due da tennis, uno da basket e pallavolo , quattro da bocce con tanto di tribune coperte, spogliatoi, una palestra con centro fisioterapico gestito dal dottor Roberto Laudati, un bar ristorante e altri spazi aggregativi immersi nel verde, da destinare a eventi di vario tipo e per fare tutto questo che abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, noi continueremo con molte iniziative a scopo sociale, il cui incasso sarà utilizzato per la realizzazione di progetti solidali nei confronti di bambini o giovani malati, o che vivono in condizioni disagiate”.

La Nida ci mette il cuore e se se saremo bravi e uniti verso il nostro intento, se saremo sempre più persone a crederci, se avremo sempre più coerenza in ciò che facciamo e faremo….potremo solo migliorare ulteriormente ….per ora grazie di cuore a tutti coloro che dedicando tutto il loro tempo libero e anche qualcosina in più, ci hanno permesso di arrivare fino a qui”.

Basta solo un piccolo aiuto da parte di tutti noi, per donare un sorriso a questi bambini e aiutare le famiglie o contribuire all’acquisto di ausili o apparecchiature. Abbiamo tutti il dovere di aiutare chi è meno fortunato e basterebbe donare anche solo un po del nostro tempo libero per arricchire il nostro cuore aiutando chi sta peggio di noi e poi vedere il sorriso di un bambino malato non ha prezzo. Presenti alla cerimonia Barbara e Tommaso, i nonni della piccola guerriera Bea, affetta da una rara malattia, talmente rara che non ha mai avuto un nome ed è stata condannata al suo destino: una vita imprigionata nel suo stesso corpo e che, nonostante la sua giovane età, non era mai arresa. Guerriera come la sua mamma Stefania, quella giovane mamma che una terribile malattia ha portato via troppo presto e Bea innamorata della mamma, il giorno di San Valentino ha voluto raggiungerla per riabbracciarla.

“Bea ci ha fatto capire cosa significhi vivere. La sua è stata una vita diversa, autentica. Per anni è stata definita la bambina di pietra. Lei forse aveva il corpo così, ma non il suo cuore. Il suo cuore era un cuore stupendo, colmo d’amore, che riceveva dai suoi cari e dagli amici e che allo stesso tempo donava a tutti coloro che avevano un pensiero o che pregavano per lei. Pensate a questo: ora Bea è di nuovo con sua madre. Ora Bea potrà di nuovo essere coccolata e amata dalla sua adorata mamma”. Sono state le parole letta dalla zia Sara il giorno del funerale.

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