RONCO CANAVESE – Dal rientro dalle festività natalizie una novità sta coinvolgendo i sei alunni della pluriclasse della scuola elementare di Ronco Canavese. Asia, Azzurra, Darius, Francesco, Pietro e Sara da ormai un mese hanno una nuova materia curricolare che impareranno insieme alle altre classiche dell’istruzione primaria: si tratta della lingua di minoranza Francoprovenzale.

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Un’ora alla settimana, infatti, gli alunni capitanati dalla maestra Martina Benedetti seguono attività didattiche rivolte all’apprendimento del patois nella sua parlata della Valle Soana. L’inserimento formale dell’insegnamento della lingua è stato reso possibile grazie alla partecipazione al progetto Minoranze Linguistiche della Città Metropolitana di Torino, programma al quale l’Amministrazione Comunale di Ronco Canavese ha aderito con l’obiettivo di instaurare azioni che mirino all’effettiva salvaguardia del patrimonio linguistico del luogo, riconosciuto e tutelato dalla Costituzione e da tutti i livelli normativi (da quello internazionale – Carta Europea delle lingue minoritarie o regionali – a quello regionale, LR 11/2009).

Ad introdurre la nuova materia d’insegnamento è la Deliberazione 4/2019 della Giunta Comunale guidata dal Sindaco Danilo Crosasso che “delibera di avviare l’insegnamento della lingua minoritaria Francoprovenzale nella scuola primaria di Ronco Canavese  quale introduzione all’interno dell’orario curricolare della specifica materia di insegnamento denominata “lingua minoritaria francoprovenzale” erogata in modalità formale e strutturata nei tempi e nei contenuti previsti da apposito progetto didattico”.

“Siamo il primo comune in Piemonte che rende curricolare l’insegnamento della lingua di minoranza” – afferma il Sindaco Crosasso, che prosegue: “auspichiamo che l’iniziativa venga ripresa anche dalle altre realtà come la nostra, a partire da tutte le  scuole delle Valli Orco e Soana”.

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Di questo ne sono sicure le tre volontarie che si sono rese disponibili a coadiuvare la docente e lo sportello linguistico della Città Metropolitana: Gabriella Stefano  – insegnante storica del paese, Mariuccia Aimonetto e Rita Giacchetto, che affermano: “quello avviato a gennaio è un periodo sperimentale nel quale si stanno testando le modalità di insegnamento e creando le prime schede didattiche. Se poi anche le altre realtà vorranno intraprendere questo percorso sarà sicuramente più facile arrivare a programmi e materiali didattici idonei ed efficaci”.

E sono loro a rimarcare “Così come dimostrano diversi studi (anche relativi all’applicazione nelle scuole della L. 482/99), oggi si può sicuramente affermare che l’apprendimento di una pluralità di lingue in età infantile costituisce per il bambino un vantaggio cognitivo e non un fattore limitativo. Per questo abbiamo rassicurato fin da subito le famiglie, che tuttavia in alcuni casi già esercitavano quotidianamente il bilinguismo con i propri figli”.

L’Amministrazione Comunale è convinta che soltanto proseguendo in questa direzione si possa seriamente parlare di tutela e valorizzazione del bilinguismo di minoranza: “Non potevamo accontentarci di partecipare a un progetto provinciale di salvaguardia del patrimonio linguistico organizzando una o due serate di animazione all’anno. Oggi il mantenimento del francoprovenzale è appeso a un filo, partire dalla scuola ci sembrava l’unico strumento in grado di salvarlo e di proiettarlo al futuro” – spiega Crosasso.

“Altre comunità di minoranza hanno intrapreso questo percorso da tempo. Le difficoltà che stiamo incontrando sono le stesse che abbiamo letto in numerosi report, ad esempio dei ladini della Val di Fassa” – gli fanno eco la maestra Martina e Mauro Durbano dello sportello linguistico.

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“Se oggi nelle piccole scuole di montagna di queste valli si è fatto un po’ di francoprovenzale lo dobbiamo all’impegno dell’associazione Effepi nel credere ogni anno nel concorso scolastico – racconta il Sindaco, che conclude – Con questa Delibera il Comune di Ronco Canavese si è impegnato ad andare oltre, dando piena applicazione a quanto riporta l’articolo 4 della 482/99: abbiamo quindi definito che la nostra lingua debba avere piena dignità e possa essere materia d’insegnamento scolastica, stabile, strutturata e didatticamente valida a definire i percorsi formativi di questi alunni di montagna”.

E se è appurato che l’apprendimento del francoprovenzale non influisce negativamente sulla formazione linguistica dei bambini, da Ronco e da questa pluriclasse parte una sfida che vede nel mantenimento delle scuole di montagna e nell’erogazione di una didattica sempre più di qualità lo strumento con il quale pensare al futuro di queste comunità.

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