TORINO – Sono andati oggi, mercoledì 6 febbraio, ad incontrare il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, un gruppo di famigliari delle sette vittime della ThyssenKrupp, accompagnati dal direttore di Sicurezza e Lavoro, Massimiliano Quirico.

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Il motivo dell’incontro era per chiedere nuovamente informazioni sull’esecuzione della sentenza di condanna nei confronti dei manager della multinazionale tedesca, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, ancora a piede libero in Germania.

“È stato un incontro cordiale, durato un’ora e mezzo – racconta la delegazione di famigliari – Bonafede ha raccontato il recente incontro bilaterale con il Ministro tedesco che si è dimostrata sensibile, ma non può chiedere direttamente a un magistrato di agire per eseguire la condanna.”
“Non si può creare un precedente così grave – ha affermato Bonafede – in Europa non ci si può sottrarre alla giustizia. Non abbiamo timori reverenziali nei confronti della Germania e dell’Europa: percorreremo tutte le strade possibili e staremo loro col fiato sul collo. Abbiamo anche inviato una lettera lo scorso mese, per ribadire la nostra istanza.”
I tempi in Germania sono differenti e per la Magistratura tedesca non viene considerato un grave ritardo non avere ancora eseguito la sentenza italiana.

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“Stanno prendendo troppo tempo – ha dichiarato Rosina Platì, mamma di Giuseppe Demasi – e non vogliono mandarli in galera. Siamo sicuri che il ministro sta facendo pressioni, ma la Germania sembra non avere alcuna intenzione di rispettare la Giustizia italiana.”

“Non ci sono mai stati tempi così lunghi per pratiche del genere – ha dichiarato il direttore di Sicurezza e Lavoro, Massimiliano Quirico – e sappiamo quanto possa essere delicata la vicenda per la Germania, ma non possiamo permettere che venga irrisa una sentenza della Suprema Corte italiana, emessa quasi tre anni fa: il 13 maggio 2016!”

In attesa di ulteriori sviluppi, I familiari delle vittime ThyssenKrupp hanno annunciato possibili ulteriori iniziative in Germania, per sensibilizzare l’opinione pubblica tedesca, d’intesa con il Ministero e le Istituzioni italiane, in collaborazione con Sicurezza e Lavoro.

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